giovedì 30 dicembre 2010

Il mistero Khodorkovsky

Massimo Mazzucco
Le prime pagine di mezzo mondo riportavano ieri la reazione seccata di Mosca a quello che i russi definiscono “ingerenze eccessive e intollerabili” dell’occidente nel processo a Mikhail Khodorkovsky. Il caso è esploso dopo che l’ex-proprietario della Yukos ha ricevuto un secondo verdetto di colpevolezza, che lo condannerà probabilmente ad ulteriori anni di prigione.
Di certo è curioso vedere la Casa Bianca che si sbilancia ufficialmente a favore di un semplice cittadino russo, definendosi ”profondamente preoccupata” per un verdetto che suggerisce “una applicazione selettiva della giustizia” in Russia. Hillary Clinton dice addirittura che “il processo solleva seri dubbi sul rispetto della legge in Russia”, e che “il verdetto avrà un impatto negativo sulla reputazione della Russia”. 
Anche il ministro degli esteri tedesco, Westerwelle, ha fatto sapere che considera questo verdetto “un passo indietro nella strada verso la modernizzazione del paese”, dicendosi ”molto preoccupato” per la nuova sentenza.
Da parte sua, il presidente del comitato affari esteri del parlamento inglese, Richard Ottaway, ha detto che nel caso di Khodorkovsky non è stato seguito "un procedimento legale riconoscibile come legittimo”.

Ma come mai tutti si preoccupano così tanto che questo signore venga “trattato giustamente” ...

Lo sviluppo sostenibile è un ossimoro

Conversazione con Maurizio Pallante di Daniel Tarozzi.

Ritieni che la gente capisca cosa significa decrescita?
Si avvicinano a questi ideali coloro che hanno già delle motivazioni. Se io vado per strada e parlo di decrescita, le persone mi guarderanno come un marziano. Però tutte le persone che vivono diversamente e che sentono un disagio nel muoversi nella società contemporanea questo discorso lo percepiscono bene cogliendone anche la valenza esistenziale e non solo di carattere politico.
La decrescita sta diventando dunque una calamita che attrae e attira tutte le persone che non sono contente di come si vive, che fino adesso avevano delle intuizioni ma non avevano chiara una prospettiva alternativa. La cosa importante è che attrae individui di tutte le fasce d’età.
Dove si sta diffondendo maggiormente?
Il maggior riscontro si ha al nord-est; ultimamente c’è un interesse molto forte nella provincia del cuneese. Provincie come queste, più contadine che non industriali, si ritrovano molte bene in quelli che sono gli ideali proposti dal movimento. Il 'libretto' della decrescita felice ha superato le 10.000 copie, cifra che per la saggistica italiana rappresenta un dato veramente incredibile. E risulta ancor più clamoroso se consideriamo che non era stata fatta nessuna recensione e gli Editori Riuniti (che lo hanno editato) non sono distribuiti benissimo.....

David Ricardo all'amatriciana

Giacomo Gabellini
Da Pomigliano D'Arco a Mirafiori, passando per Termini Imerese. La storia si ripete come farsa. Marchionne impone e dispone, governo e opposizione se ne lavano pilatescamente le mani e sindacati, un tempo "compagni", ora colletti bianchi più affaristi che mai, si appellano alla "ragionevolezza" degli operai per infilarglielo beatamente in quel posto, previo vaselinamento. Cinquant'anni di conquiste sociali spazzate via con un unico colpo di spugna sferrato del maglioncino umano, che sta inanellando un successo dopo l'altro. Un ricatto qua, una provocazione là e il gioco è fatto. C'era da aspettarselo. La creazione di una "new company" da non iscrivere assolutamente alla Confindustria, nota congrega di benefattori, in modo da eludere i vincoli del contratto nazionale di categoria al fine di trattare direttamente con i lavoratori era da considerarsi niente meno che il preludio all'attuale deriva autoritaria del Lingotto. Marchionne, in quella che alcune anime belle hanno avuto l'ardire di definire "trattativa", ha gettato sul tavolo un ultimatum a governo e dipendenti, minacciando che se questi ultimi non si fossero decisi a rinunciare definitivamente al contratto nazionale di categoria e ad accettare orari e ritmi di lavoro assai più intensi, lo stabilimento di Mirafiori avrebbe chiuso i battenti, e il governo si sarebbe ritrovato a placare i malumori di qualche migliaio di disoccupati in più.....

Italia schiava delle banche

Monia Benini
In questo lungo periodo di crisi strutturale viene da chiedersi quanto possano gli Stati europei decidere autonomamente per il bene dei propri cittadini e per la tutela della propria nazione.
Articoli, dichiarazioni, misure, provvedimenti, decreti legge, ecc…si susseguono regolarmente palesando una realtà davvero allarmante: in Italia, come nel resto del Vecchio Continente, i Governi nazionali non sono liberi di legiferare autonomamente, ma sono costretti ad obbedire ciecamente alle disposizioni di organismi internazionali nominati dalle élites del potere, del tutto autonome. Questo vale sia per la “normale amministrazione” economica e finanziaria, come può essere l’emissione della moneta, sia per i provvedimenti speciali assunti per tamponare un’emergenza che spesso, come abbiamo già visto in passato, è tutt’altro che spontanea.
Il nostro Paese è infatti erroneamente considerato una delle cosidette democrazie avanzate del mondo occidentale: il Governo emana leggi che regolano la vita sociale in ogni suo aspetto (sanità, scuola, lavoro, pensioni, giustizia, ecc…) eppure è vincolato da trattati che limitano la sua sovranità al punto tale da impedirgli di adempiere al diritto/dovere di stampare, emettere e gestire una moneta nazionale.....

giovedì 9 dicembre 2010

Julian Assange: Tarpley chiude il cerchio?

Luogocomune
Forse Webster Tarpley ha scovato l’”anello mancante” che confermerebbe i numerosi sospetti nati intorno alla figura ambigua di Julian Assange. Vero eroe della libera informazione, o gatekeeper governativo di massimo livello?
Noi già, di fronte ad un personaggio che nega categoricamente il complotto dell’11 settembre, certe conclusioni le avevamo tratte. Ma Tarpley è andato oltre, scovando una curiosa “connection” fra il titolare di Wikileaks e Cass Sunstein, ovvero l’uomo di Obama che predica proprio la cosiddetta “infiltrazione cognitiva” dei gruppi “complottisti” tramite Internet. Che dite, sarà soltanto l'ennesima casualità?
Presentiamo una breve notizia dell’ANSA di ieri, che riporta alcune opinioni di Tarpley su Assange, seguita da un commento dello stesso Webster Tarpley, scritto in italiano. [NOTA AGGIUNTIVA: Al momento l'articolo dell'ANSA non è reperibile sul loro sito]. 
WIKILEAKS: TARPLEY, E' STRIP-TEASE CIA PER COLPIRE NEMICI. A PARTIRE DA BERLUSCONI-PUTIN. LO DICE GIORNALISTA INVESTIGATIVO (ANSA) - ROMA, 7 DIC  
Le rivelazioni di Wikileaks? "Sono uno strip-tease della Cia per colpire i suoi nemici, a cominciare da Berlusconi-Putin": lo sostiene il celebre giornalista investigativo Usa, Webster Tarpley all'ANSA. Il rapporto Roma-Mosca "vuol dire fra le altre cose l'oleodotto Southstream, oggetto di odio feroce da parte della CIA....

Arrestato Assange. Non una buona notizia.

Debora Billi
Beh, è accaduto l'inevitabile. Quando tutto il mondo ti dà la caccia davvero (e non per scena, come accade con i finti terroristi e i veri mafiosi), prima o poi il cerchio si stringe e ti arrestano. Assange è finito in manette e ora chissà che fine farà Wikileaks.
Approfitto per fare qualche osservazione sul personaggio. Ovviamente, io non ho la più pallida idea di chi sia in realtà Julien Assange: ma mi hanno estremamente divertito le mille ipotesi che ho letto in giro, basate esclusivamente su cosa Wikileaks stia pubblicando. Come spesso accade, la logica è fuori a cena.
- Ha pubblicato solo ovvietà e gossip. La prima cosa da capire è che Wikileaks pubblica i documenti di cui entra in possesso. Se su tali documenti ci sono scritte solo ovvietà e gossip, la responsabilità è di chi li ha redatti, non certo di Assange.
- Non ha rivelato i segreti scottanti. Forse qualcuno non ha letto bene, anche se i giornali l'hanno più volte spiegato: i documenti NON sono tra quelli top secret, e spesso non sono neanche classificati. Se qualcuno si aspettava che la verità su Kennedy, quella sull'11 settembre, gli UFO e gli alieni, la cura segreta del cancro o la free energy fossero scritte su promemoria di ambasciate o chiacchiere di funzionari, ebbene ha letto troppi fumetti.....

Difesa, l'investimento perpetuo

Luca Galassi
Per comprare nuovi armamenti spenderemo tre miliardi e mezzo in più rispetto al 2010.
L'Italia continua a spendere in armamenti. Decine e decine di macchine da guerra, costose e inutili, verranno costruite nei prossimi 10-15 anni nel nostro Paese. Invecchieranno senza essere utilizzate in teatri di guerra, foss'anche perché le nostre sono solo 'missioni di pace'. Molte arrugginiranno, o funzioneranno solo per essere mantenute, qualora vi sia la capacità di mantenerle. Molte altre verranno costruite per far girare l'industria, italiana e internazionale.
I numeri. Lo stanziamento a bilancio per il settore Difesa per il 2011 è di 20,494 miliardi di euro. L'aumento totale è di 130 milioni di euro rispetto all'anno precedente (0,6 percento in più rispetto al 2010, 1,28 percento del Pil). La Funzione Difesa è cresciuta di 32,6 milioni di euro; la Funzione Sicurezza del territorio di 145,2 milioni di euro; le Funzioni Esterne sono diminuite di 49,8 milioni di euro; il Trattamento di Ausiliaria (personale) è cresciuto di 2,3 milioni di euro.
Sono i fondi destinati agli 'acquisti' che sono lievitati: più 8,4 percento, 3,453 miliardi, 266 milioni in più rispetto al 2010.
Dove vanno questi soldi?....

Filippine, il call-center del call-center

Gabriele Battaglia
Una nuova gerarchia nel mercato dell'outsourcing. Delhi esternalizza a Manila
Dopo l'outsourcing, l'outsourcing dell'outsourcing. Nei processi di esternalizzazione su scala globale, l'India ha infatti un nuovo agguerrito concorrente: le Filippine.
Ma non si tratta solo di concorrenza, perché le stesse aziende indiane esternalizzano a Manila e dintorni. Giovedì 2 dicembre, Tata Consultancy Services, leader indiano del software, ha per esempio aperto il suo primo call-center nell'arcipelago. Altri lo seguiranno.
Le Filippine hanno un asso nella manica: sono state una colonia degli Usa. Questo fa sì che molti giovani locali parlino perfettamente l'inglese e che, vero valore aggiunto, siano imbevuti di cultura e "stile" yankee.
L'economia che è cliente principale dei call-center di mezzo mondo va quindi sul sicuro, anche perché il personale costa meno, ancor meno che in India.
Secondo Bloomberg, un telefonista notturno può guadagnare circa 300mila pesos (poco meno di settemila dollari) l'anno, che è comunque molto di più degli 83mila di un reddito medio....

martedì 7 dicembre 2010

Londra libera tutti

Mario Braconi
Israele l’ha fatto capire chiaramente: la legge britannica che consente ad un qualunque cittadino di adire le vie giudiziarie denunciando o addirittura chiedendo l’arresto di uno straniero di passaggio sul suolo del Regno Unito, qualora questi si sia reso responsabile di crimini di guerra, ai suoi politici proprio non piaceva; figuriamoci ai militari. Uno di questi ultimi, il generale di "Tsahal", Doron Almog, certamente non ha dimenticato la sua indigesta gita a Londra del settembre del 2005.
A dispetto del fatto che il suo viaggio in Gran Bretagna fosse ufficialmente motivato da scopi sociali e benefici, verso i quali é obiettivamente sensibile per motivi personali, sul campo di battaglia Almog non è esattamente un bonaccione.
Secondo gli avvocati dello studio londinese Hickman & Rose, assunto dagli attivisti filo-palestinesi, nel 2002 avrebbe ordinato la distruzione di una cinquantina di case private palestinesi, quale rappresaglia per un attacco. E’ una violazione delle leggi internazionali di guerra che tutelano le proprietà dei civili (anche se Israele annovera questa misura tra i mezzi leciti per proteggere i suoi cittadini).....

Il commercio mondiale si rifà il trucco. Per imbrogliare ancora

Pamela Chiodi
In Occidente si spende sempre meno e i demiurghi della globalizzazione si concentrano sui Paesi in via di sviluppo. Parola d’ordine: consumare, consumare, consumare
Secondo uno studio della Unctad, la Conferenza dell’Onu sul Commercio e lo Sviluppo,  per uscire dalla crisi la ricetta è semplice: basta aumentare i consumi e sfruttare gli investimenti “verdi”. Con l’aiuto dei paesi emergenti e di quelli in via di sviluppo. Ed evitando in tutti i modi le politiche protezionistiche adottate dagli Stati per proteggere dal collasso le loro industrie nazionali.
Ergo, ci vuole qualche ritocco alle regole già esistenti. «In seguito alla recente crisi economica mondiale, molti governi dei paesi sviluppati e in via di sviluppo sono stati spinti ad utilizzare strumenti di politica commerciale. Mentre l’Organizzazione mondiale del commercio ha lavorato efficacemente contro il protezionismo diffuso, emanando norme che disciplinassero il sistema multilaterale, oggi, le stesse si rivelano inadeguate a causa della rapida evoluzione delle realtà economiche. Sono presenti un maggior numero di attori economici, prodotti e servizi rispetto a quando la Wto è stata istituita. Inoltre, gli aspetti non commerciali, come la tutela dell’ambiente, sono molto più importanti»....

lunedì 6 dicembre 2010

Servi sciocchi

Massimo Fini
Che Silvio Berlusconi fosse “fatuo, vanesio, incapace, politicamente e fisicamente debole” e soprattutto “inutile” non c’era bisogno che ce lo venissero a spiegare gli americani, lo avevamo capito persino noi. Non è questa la cosa saliente. Ciò che è grave è che di fronte a questi insulti sanguinosi rivolti al nostro presidente del Consiglio, il governo italiano non solo non abbia emesso un vagito, un raglio, non abbia fatto una piega, ma si sia affrettato a dichiarare per bocca del ministro degli Esteri, Franco Frattini, e del ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che “i nostri rapporti con gli Stati Uniti sono ottimi”, mentre lo stesso Berlusconi, a capo un po’ chino, accettava la classica e ipocrita pacca sulla spalla di una livida Hillary Clinton che lo gratificava come “il miglior amico dell’America”. Servi, inguaribilmente servi, eternamente servi.....

Gabriele Sandri, la vita giusta di un morto sbagliato

Antonella Giuli
 Nulla è più facile da raccontare come la vita normale di un morto sbagliato. Nella rappresentazione banale e scontata di una realtà frequente, ormai ci si è abituati a vedere, se non addirittura a giustificare, l’atto estremo di un poliziotto chiamato a fronteggiare la violenza di un delinquente qualunque, in modo tanto più sostenuto quando dall’altra parte della divisa se ne sta un reietto, uno scarto sociale dalla vita difficile, privo d’affetti ma pieno di amicizie non raccomandabili e perché no, magari teppista da stadio e pure un po’ drogato.
 Ma questa volta no. Questa volta nessuno è stato disposto a chiudere un occhio sulla brutale uccisione di Gabriele Sandri. Questa volta neanche uno a legittimare la follia di un gesto volontario che ha stroncato la vita di un bravo ragazzo nato e cresciuto bene. Questa volta il morto è sbagliato per davvero.
Gabriele Sandri non aveva una fedina penale macchiata da reati, non era un delinquente, poteva vantare il sostegno e l’amore di una famiglia sempre presente, affettuosa e benestante nonostante fosse figlio di genitori separati.....

L'arrembaggio

Giacomo Gabellini
Come è noto a chiunque sia riuscito a mantenere un briciolo di lucidità nel bel mezzo della canea mediatica scatenatasi di recente (e con sprazzi di inedita malafede), i tanti eventi che in questi ultimi tempi hanno scosso i precari equilibri diplomatici non sono altro che manovre tattiche che preludono all'imminente, inesorabile attacco frontale che i consueti "poteri forti" internazionali si stanno apprestando a sferrare.  
L'obiettivo dei grandi e facinorosi agenti del capitale è quello di assestare un colpo definitivo alla serpeggiante indisciplina tenuta da alcuni paesi europei, che si ostinano a volgere lo sguardo ad est, in direzione di Mosca, e a civettare con l'"innominato" che siede attualmente sul trono del Cremlino. Così l'Italia capitanata dal puttaniere di Arcore si è trovata in prima linea, con la Germania della traballante Merkel a ridosso. Peccato mortale, quello commesso dai due incauti paesi in questione, rei di essersi prodigati attivamente per assecondare gli ostinati approcci della Russia, interessata a stringere l'intera Europa nel suo caldo abbraccio politico ed economico.....

sabato 4 dicembre 2010

“Il cancro è causato dall’uomo”

Massimo Mazzucco
Diverse testate hanno riportato ieri la notizia di una ricerca scientifica, condotta dai professori Zimmermann e David dell’Università di Manchester, secondo la quale non si trovano tracce di cancro, nella storia dell’umanità, prima dell’era industriale.
Fatta eccezione per alcuni rarissimi casi, un approfondito esame di tutti i dati storici disponibili, sommati ai reperti fossili – umani ed animali – avrebbe rivelato l’assenza praticamente assoluta del cancro sul nostro pianeta fino agli ultimi 200 anni.
Una analisi sistematica delle centinaia di fossili risalenti al periodo del Neanderthal, ad esempio, avrebbe rivelato un solo caso di possibile cancro.
Zimmermann e David hanno voluto estendere l’esperimento fino alle mummie egizie, ed hanno messo a punto un metodo di re-idratazione ed analisi dei tessuti che avrebbe dovuto rivelare eventuali casi di tumore. Trattandosi di una civiltà nella quale la chirurgia non esisteva - sostengono i due ricercatori - i tumori avrebbero dovuto essere conservati almeno quanto il resto dei tessuti, se non meglio. Ebbene, pare che una sola mummia, su centinaia di casi analizzati, abbia mostrato i segni residui di un potenziale tumore.
In realtà, la cosa non stupisce più di tanto: visto che agli inizi del ‘900 .....

giovedì 2 dicembre 2010

South Stream mainstream

Debora Billi
Un merito l'hanno avuto questi files di Wikileaks. Mentre mezza Italia fa spallucce sulle rivelazioni riguardanti i festini del premier, cose risapute, l'altra mezza si interroga sui contenuti che spesso vanno oltre il mero pettegolezzo dato in pasto al pubblico.
Questa mattina, al programma RaiTre Agorà, si è parlato delle rivelazioni e si è parlato apertamente del conflitto tra governo italiano e governo americano per quanto riguarda il gasdotto South Stream (min. 39.22). Sentire discorsi simili in un programma mattutino fa un po' effetto, anche se è Giulietto Chiesa, esperto da sempre di cose russe, a mettere il dito nella piaga. Giulietto Chiesa dice anche apertamente che il leaking di Wikileaks è evidentemente un'operazione di intelligence, vòlta a mettere in difficoltà il governo americano oltre ai governi di mezzo mondo. (min.26)
Per quanto concerne South Stream, Chiesa sostiene che Berlusconi ha dato molto fastidio agli americani ed a una parte degli europei appoggiando il gasdotto. Segue una rissa furibonda con Guzzanti, poi Chiesa (min.42) prosegue affermando che la politica energetica del nostro governo ha aperto un problema nella tenuta della NATO, sia verso l'Ucraina che verso la Georgia.....

martedì 30 novembre 2010

Facciamoci la TV!

Massimo Mazzucco
In seguito alla notizia della chiusura del nostro canale Youtube, molti utenti hanno espresso il desiderio di avere una “nostra TV”, dove poter gestire senza troppi patemi d’animo i nostri contenuti.
Innanzitutto, bisogna chiarire bene cosa si intende per “TV”, perchè nessuno pensa oggi di arrivare a casa alle 8 di sera e di accendere il 27 pollici per vedere il “TG di luogocomune”, piuttosto che l’ultimo documentario sugli antibiotici di Arcoiris.
O forse lo farà, ma solo perchè nel frattempo il 27 pollici sarà diventato il nuovo terminale universale, che ci collega indistintamente alla programmazione via etere come a quella di Internet. 
La fusione fra il classico televisore e il monitor del computer è infatti ormai alle porte: la prossima generazione di televisori sarà dotata di un sistema operativo interno, che permetterà all’utente di collegarsi direttamente alla rete senza più bisogno del computer. Google offre già il sistema operativo Android, che viene installato su certi modelli della Sony, e permette all’utente di “chattare” in video con altri utenti, o di svolgere ricerche web direttamente dal televisore.
In alcune zone della California Verizon offre il package sperimentale FiOS, nel quale lo spettatore può collegarsi direttamente, tramite il televisore, a canali Internet come Youtube o Hulu, oppure ai social networks come Facebook o Twitter.
In altre parole, lo schermo TV diventerà presto una specie di “browser” universale dove anche la nonna, con un semplice tocco di mouse, potrà scegliere se vedere il rassicurante Emilio Fede oppure “quei pazzerelloni della libera informazione”. Si apre a questo punto il vero problema, ....

Centrali nucleari, oltre ventimila aborti negli ultimi quarant’anni

Andrea Bertaglio
Gravidanza a rischio se la madre abita nelle vicinanze di una centrale nucleare. In numeri: ventimila aborti spontanei negli ultimi 40 anni. Il tutto attorno a 31 impianti di energia atomica, 27 tedeschi e 4 svizzeri. Senza contare un netto aumento di deformità e tumori infantili. Questo si legge in uno studio pubblicato dal Centro di ricerca tedesco per la salute ambientale di Monaco.
Effetti collaterali
Negli scorsi giorni i ricercatori Ralf Kusmierz, Kristina Voigt e Hagen Scherb hanno pubblicato un report tra nascite e prossimità alle centrali nucleari in Germania e Svizzera, in modo da capire se la sola vicinanza delle centrali ha effetto sulla salute dei cittadini, anche in mancanza di grandi incidenti. Lo studio è partito dai dati sugli effetti della catastrofe di Cernobyl, sulle nascite in Ucraina (si stima che un milione di bambine e bambini non siano mai nati in tutta Europa a causa del disastro di Cernobyl) e nelle regioni toccate dalla nuvola radioattiva. Luoghi in cui già in passato si erano riscontrate significative anomalie sia nel numero delle nascite che nel rapporto di nascite fra maschi e femmine....

giovedì 25 novembre 2010

Banca del cibo? No, cibo della banca!

Roberto Marrocchesi
Ogni volta che un qualche "vip" è visto mangiare un po’ di tofu, subito scrosciano gli applausi. Senz’altro si può affermare che le vecchie rockstar in cerca di mantener la linea o gli ex presidenti USA che hanno capito che c’è un nesso tra dieta e prevenzione dell’infarto, costituiscano un buon esempio da imitare, almeno che c’è chi ci tiene e ci pensa se non altro per sé (“We care”).
Al di là di queste belle notizie però, la situazione alimentare moderna mondiale è alquanto seria. Le vendite oggi dei cibi "Bio" in Europa ammontano solo al 2% dei consumi UE (26 paesi). In pratica, 21 M di € contro ad esempio 24 M di € in merendine confezionate. La realtà è ben altra cosa, ed è che la grande industria alimentare è la causa numero uno dello squilibrio alimentare, in pratica della fame, nel mondo odierno. Vediamo ora come il capitalismo finanziario dei disastri tragga vantaggio solo per il denaro in se’ dalla produzione di alimenti scadenti, purché altamente industrializzati....

Quando è la politica a fare notizia

Massimo Mazzucco
Le uniche notizie politiche che riescono a riempire i telegiornali, in Italia, sono le notizie che riguardano i personaggi politici.
Oggi ad esempio c’è stata la richiesta di dimissioni di Berlusconi da parte di Fini, e i telegiornali ci hanno riempito le orecchie con notizie che riguardano i commenti dei politici a questa richiesta. Berlusconi dice che deve essere Fini a fare un passo indietro, Casini ironizza sulle aperture di comodo del Cavaliere, Di Pietro dice che Berlusconi ha paura di andare alle elezioni, la sinistra insiste che bisogna tornare alle urne “per voltare pagina una volta per tutte”, eccetera eccetera eccetera.
Questo tipo di “notizia” non è affatto una eccezione, in Italia, ma da lunghi anni è diventata la regola. Incapaci di procedere ad una qualunque riforma degna di quel nome, i politici italiani passano la maggioranza del loro tempo a cercare di strapparsi a vicenda una fetta di potere in più, riuscendo così a trasformare questa lotta permanente nel vero argomento trattato quotidianamente dai nostri notiziari.
Riuscirà il buon Berlusconi a tenere in piedi la sua maggioranza traballante? Riuscirà l’eroico Di Pietro a far cadere una volta per tutte l’odiato nemico? Riuscirà finalmente Casini ad incunearsi in modo permanente nel famoso “centro” di tutti e di nessuno?
Naturalmente, l’abilità di spostare l’attenzione dai veri problemi a quelli fasulli ....

mercoledì 24 novembre 2010

Esercitazioni belliche israeliane in Italia

Pubblichiamo qui di seguito un articolo apparso sul sito http://www.manifestosardo.org/?p=6104#more-6104 il 22 novembre.
Il nostro Paese partecipa attivamente alle operazioni di addestramento dell'esercito israeliano - che negli anni ha commesso numerosi crimini di guerra e contro l'umanità, che assedia la Striscia di Gaza, in violazione delle leggi internazionali, e che da 63 anni disattende tutte le risoluzioni delle Nazioni Unite e del Consiglio di Sicurezza Onu.
L'Italia è dunque partner di uno stato che non rispetta la legalità internazionale, che opprime i cittadini non ebrei all'interno dei propri mai definiti confini, che pratica pulizia etnica ed apartheid nei confronti dei Palestinesi.
Forse bisognerebbe informare (o ricordare) gli Italiani che l'articolo 11 della Costituzione recita: "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo"".....

Irlanda: Shock o Morte!

"Abbiamo alzato bandiera bianca, gettato la spugna, e arrivano per vederci giovedì. E non vengono a dirci "ben fatto, ragazzi, buon lavoro"
Enda Kenny, leader dell'opposizione in Irlanda
Anche se "salvataggio" suona bene, come un salvagente che si lancia ai naufraghi, non dovrebbe esserlo tanto quando il governo irlandese esita ad accettarlo. Se, come si suol dire, l'Irlanda è sul punto di affogare, non si capisce la sua insistenza nel rifiutare il galleggiante che le offre l'Europa.  A meno che il piano di salvataggio è peggio dell' annegamento, e che si tratta di scegliere il tipo di soffocamento, ingerendo acqua, o strangolato da un galleggiante che si stringe il collo. 
Gli irlandesi, come nella barzelletta, non sanno se preferire lo shock o la morte.Più che altro perché non sono sicuri di qual'è lo shock e qual'è la morte, nè se lo shock sia in realtà uno shock mortale. Due anni fa, all'inizio della crisi, scelsero lo shock: lo Stato si assunse il rischio delle banche per non lasciarle fallire, diventandone il garante. Ma questo ha significato di venir trascinato esso stesso nella caduta. Vale a dire, quello shock, non li ha liberati da uno shock maggiore, e ha tutte le probabilità di finire in morte....

De profundis per un microscopio

Antonietta Gatti
Oggi commemoriamo una data storica: 22 gennaio 2010, la chiusura e la sepoltura del microscopio comprato con la sottoscrizione lanciata a suo tempo da Beppe Grillo per lo studio delle nanopatologie.
Sì,  il microscopio è morto e sepolto perché dopo dieci mesi esatti dal suo trasferimento all’Università di Urbino nessuno l’ha più visto.  E’ un desaparecido.  I sottoscrittori che hanno chiesto di vederlo ad Urbino se ne sono dovuti tornare a casa delusi. Il microscopio, se c’è ancora, non te lo fanno vedere. E’ off limits. Alla faccia della trasparenza e alla faccia di quel “sottoutilizzo” da parte nostra sbandierato pur senza una sola prova per dare una maschera di onestà ad un misfatto. Se quel microscopio c’è ancora, soprattutto non serve per fare ricerca, perché non fare ricerca è diventato il suo compito.
Ma ciò che è più divertente, se qualcosa di divertente esiste in questa piccola storia ignobile,  è che la clausola inserita nella “donazione” che recitava “i dott. Gatti e Montanari hanno diritto di lavorare con il microscopio almeno un giorno alla settimana“  si è rivelata solo un insieme di parole che non vogliono dire niente, uno specchietto per le allodole, un dito di nano dietro cui nascondere un gigante.....

Raddoppio del termovalorizzatore di Trezzo sull’Adda, cittadini sul piede di guerra

Michela Crippa
No al raddoppio dell’inceneritore di Trezzo sull’Adda. La battaglia contro l’ingrandimento del termovalorizzatore unisce cittadini, Sindaci, Associazioni ambientaliste e politici di diverso colore. A parole, tutti sembrano pensarla allo stesso modo: non c’è alcun bisogno di raddoppiare!
L’impianto esistente è più che sufficiente. Già oggi, il 60% dei rifiuti bruciati proviene da altre zone della Regione. Con l’ampliamento arriverebbero fanghi speciali e rifiuti da diverse parti d’Italia. Si attirerebbero, inoltre, centinaia di mezzi pesanti al giorno. Si avrebbe un forte impatto su un territorio già pesantemente compromesso in termini di viabilità e inquinamento atmosferico, oltre che di impianti di incenerimento e siti di discarica.
Secondo le associazioni ambientaliste la via da seguire è un’altra: ridurre al minimo i rifiuti e riciclarli, come previsto dalle disposizioni nazionali e comunitarie.....

Io dico: "meglio la Carfagna di Guzzanti"

Massimo Fini
Posso scrivere un articolo in laude di Mara Carfagna? Ha annunciato le proprie dimissioni da ministro, dal Pdl, dal Parlamento dopo il voto sulla Finanziaria. In un Paese dove non si dimette mai nessuno, a cominciare dal "lider maximo", e dove c'è voluto del bello e del buono per schiodare persino Scajola dalla sua poltrona, non è cosa da poco. Poi Carfagna ha fatto un po' di marcia indietro. Possiamo immaginare le pesanti pressioni e le lusinghe del Pdl. Le auguriamo che sappia e possa resistere.
Comunque si dimetta o no alla fine, ha messo il dito su questioni serissime e fastidiosissime per il suo partito. Ha detto che in Campania «mi viene impedita la possibilità di battermi per la legalità», ha parlato di "guerra per bande" per aggiudicarsi il termovalorizzatore di Salerno e i relativi appalti che stanno finendo nelle mani di Nicola Cosentino, indagato per collusione con i clan camorristi, ha fatto capire che il Pdl si sarebbe ridotto a un comitato d'affari. Altro che "fatti locali", "crisi di nervi", "capricci" come sono stati subito battezzati dai giornali del Cavaliere e dai suoi scherani fra cui si è distinto per cinismo quel fascista travestito da fascista che è Ignazio La Russa col suo latino da avvocato fallito: «De minimis non curat praetor...».....

martedì 23 novembre 2010

Sui rifiuti cade la maschera di Saviano... il "paravento"

Scritto da Ufficio di Presidenza
Parlando di "rifiuti" le ambiguità e la disinformazione di Saviano raggiunge l'apice... ed ancora una volta trasmette frammenti di verità, omissioni gravi ed anche qualche falsità grossolana. Un panorama, quello disegnato nella terza puntata di "Vieni via con me" da Saviano, che certamente è gradito al "sistema".
Schematicamente...
1) Saviano afferma che se si fa la raccolta differenziata in discarica va solo il 35% dei rifiuti. Falso assoluto... Solo un eco del dato che il "sistema" del business rifiuti spaccia come verità! Infatti quel dato è vero con una raccolta differenziata sporca e non organizzata, ovvero è il dato di quella percentuale che permette, con il perpetuarsi del "ciclo integrato", di avere quanto serve da "bruciare" perché qualcuno possa incassare i Cip6 ed i certificati verdi.
Con la raccolta differenziata spinta, ovvero con il porta a porta, ed un impianto pulito per il Recupero e Riciclo Totale, si supera il 93% di raccolta differenziata (e così in discarica ci va meno del 7%)! Questo dato, certo, certificato da molteplici esperienze, a partire da Vedelago (che serve un bacino di utenza di un milione di persone, con un impianto di 50 mila metri quadri), significa: creazione di occupazione, risparmio drastico delle spese pubbliche (degli Enti Locali e dei cittadini), recupero (e quindi risparmio) della materia, realizzazione di compost di qualità ed a basso costo, tutela di salute e ambiente.
Questi dati Saviano non li cita, nemmeno di striscio!....

Bel lavoro in Afghanistan, Zio Sam

Valerio Lo Monaco
Ma voi ve lo immaginate un qualunque combattente, di qualunque esercito, ufficiale e riconosciuto o meno, in divisa oppure no, che sente le dichiarazioni del Presidente dello Stato a capo della coalizione di aggressione enorme al proprio paese, che a guerra ancora in corso, e tutt'altro che vinta, dichiara una data di scadenza per la missione militare in atto?
Se voi foste quel combattente, e aveste di fronte un esercito di aggressione al vostro Paese, e sentiste pronunciare le stesse parole, cosa fareste?
Combattereste con tutto voi stessi, no?
Ebbene, i capi di Stato e di governo della Nato, e i rappresentanti della missione Isaf, hanno non solo dato il via libera al sedicente processo di transizione in Afghanistan, ma hanno addirittura indicato una data (i dettagli li trovate, peraltro, nell'articolo del nostro Giorgerini, oggi stesso).
Ora, qualunque strategia di guerra che voglia avere una qualche possibilità di riuscita evita nel modo più assoluto di dare indicazioni al nemico.....

Tav: come ridurre la val Susa a un corridoio di morti

Riccardo Humbert

Non vorrei sembrare troppo pessimista ma, secondo me, sulla questione Tav la valle di Susa ha comunque perso. Ha perso se la faranno, poiché all’oligarchia medievale di questa repubblica afghana poco importa la sorte di 80.000 sudditi intubati in un corridoio di morti.  Il potere politico ed economico – che sono poi la stessa cosa – sa perfettamente che i  soldi non ci sono ma non può più permettersi di rimandare un’opera già lottizzata e divisa tra famiglie di potenti. Che la Tav sia l’opera più inutile e costosa del XXI secolo lo sostengono tutti i più grandi economisti d’Europa, ma non importa: per noi resterà sempre un’“imperdibile occasione di lavoro e di sviluppo per il territorio”.
Il rischio, più reale che fittizio, è che l’opera venga iniziata per proseguire nei secoli dei secoli come una Salerno-Reggio Calabria di proporzioni bibliche, una sorta di pozzo di San Patrizio al quale attingere senza troppa fretta. Abbiamo già in valle un piccolo e misconosciuto esempio di lavori ad libitum: l’ascensore del forte di Exilles. Le istituzioni spergiuravano per un anno di lavoro; ora, dopo tre anni, la ferita inferta alla roccia è ancora lì, “mimetica ma visibile”, su quel forte intoccabile e ispiratore di una lunga serie di vincoli paesaggistici che tanto hanno influito sulle teste e sulle tasche degli exillesi ma per il quale, evidentemente, non valgono più di tanto. Misteri del potere!....

Esenzioni Ici, tormentone europeo

Perfino i lettori meno attenti si saranno accorti che il tema dell’esenzione dall’ICI di cui godono (anche) gli immobili degli enti ecclesiastici ha di nuovo conquistato gli onori della cronaca. Il motivo di questo rinnovato e, in molti casi, non benevolo interesse va ricercato nella decisione - per la verità inaspettata e, al momento, non del tutto comprensibile - della Commissione europea di avviare un’indagine per appurare se, sulla base della normative UE, l’esenzione costituisca o meno un illegittimo aiuto di Stato.
La norma sotto esame e quella in forza della quale sono esentati dall’imposta gli immobili nei quali gli enti non commerciali (tra i quali rientrano anche gli enti ecclesiastici), svolgono alcune specifiche e definite attività di rilevante valore sociale, cioè quelli «destinati esclusivamente alla svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di cui all’articolo 16; lettera a) della legge 20 maggio 1985. n. 222 [le attività di religione o di culto]» (art. 7, c. 1, lett. i, del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504)....

venerdì 12 novembre 2010

Milano, Roma e Napoli, fratelli d'Italia

Debora Billi
Una volta mi capitò di scrivere: "Siamo pronti a combattere il sistema a fianco di un impiegato statale, o di un commerciante, o di un pensionato?". Adesso mi chiedo: sono pronti un milanese e una mamma di Terzigno a combattere fianco a fianco senza darsi del terrone o del leghista a vicenda?
Sarebbe un miracolo. Ma sarebbe contemporaneamente quanto di più ovvio e logico aspettarsi. Nello stesso giorno infatti, arriva la medesima notizia da Milano da Roma e da Napoli, quasi in fotocopia: contaminate le falde acquifere a Terzigno, contaminata la falda acquifera sotto l'enorme discarica di Malagrotta a Roma, contaminata la falda acquifera e terreni tossici a Milano. L'ha notato nessuno?....

Lo schiaffo

Giacomo Gabellini
Con l'arroganza di sempre, con l'ostentata sicumera di chi è abituato a imporre e disporre senza chiedere il permesso a nessuno, il signor Benjamin Netanyahu ha assestato quello che è con ogni probabilità il colpo definitivo all'esilarante processo di pace, corrispondente alla sua recente decisione di avviare i lavori per la costruzione di 1300 nuovi appartamenti israeliani nell'area orientale di Gerusalemme, quella abitata dai palestinesi. 
Sia chiaro che la mossa tattica in questione non deve affatto stupire, poiché rientra a pieno titolo nella strategia sionista di occupazione totale di Palestina e Cisgiordania, finalizzata alla realizzazione del disegno sionista della "Grande Israele" dal mar Mediterraneo al fiume Giordano. Dal canto loro, i facinorosi strateghi dell'amministrazione Obama, piuttosto attenti alle direttive impartite da Zbigniew Brzezinski, non vedono affatto di buon occhio questa scelta, in quanto andrebbe sicuramente a fomentare ulteriore instabilità e ingovernabilità in un'area già di per sé complessa e caotica come quella mediorientale, entro la quale si giocano i futuri rapporti di forza nell'imminente assetto multipolare.....

martedì 9 novembre 2010

Una generazione di precari

Massimo Mazzucco
Un nuovo rapporto ISTAT rivela che in Italia il 26,4 % dei giovani fra i 15 e i 25 anni sono disoccupati. C’è poi un altro milione e mezzo di giovani che lavorano come “parasubordinati”, ovvero con contratti a termine, con salari ridotti e con diritti e sostegno sociale limitati. Ci sono poi i lavoratori in cassa integrazione, che rischiano prima o poi di diventare disoccupati loro stessi.
Insomma, essere giovani in Italia è un incubo, che fra l’altro ha origini tutt’altro che recenti: è già dai primi anni ’80 che le nuove generazioni di italiani soffrono per una cronica mancanza di posti di lavoro, alla quale va aggiunto il continuo decadimento del valore del titolo di studio.
E proprio di recente il governo ha pensato bene di inserire, nell’ultima finanziaria, un ulteriore taglio alle borse di studio del 90%. 
Naturalmente, con questo tipo di politica non viene certo incoraggiata la specializzazione, nè tantomeno l’imprenditorialità di qualunque tipo. Oggi il giovane non ha la minima possibilità di guardare al proprio futuro, e per lui sopravvivere nel presente è già un successo enorme.
Siamo quindi di fronte ad una generazione di nuovi schiavi, ….

La farsa di medio termine

Giacomo Gabellini
Deve apparire davvero lontanissimo, al presidente Barack Obama, quel 4 novembre di due anni fa, quando i suoi discorsi infarciti di retorica di quart'ordine gli permisero comunque di aprirsi un varco, di far breccia nei cuori di milioni di americani, popolo storicamente "sensibile" (per non dire altro...) al fascino che emanano quei particolari individui dotati delle capacità sufficienti per parlare per ore ed ore di "pace", di "cambiamento", di "ecologia" e di altre emerite idiozie consimili.  
Come è noto, le elezioni di medio termine sono comunemente considerate negli USA alla strenua di vere e proprie cartine tornasole, utili a saggiare gli umori del popolo nei confronti dell'amministrazione reggente e delle sue scelte politiche. Al momento pare che il tonfo di Obama e la speculare risalita di china dell'ala dura del partito repubblicano sia sintomo di una ritrovata "islamofobia", risvegliata dal suo recente torpore grazie alle tante punture di spillo assestate dai recenti "attentati" all'amatriciana compiuti dai vari “Mutanda” Bomber, Al Awalaki, e compagnia bella, tutti sedicenti membri dell'altrettanto sedicente "Al Qaeda" (leggi: "La base")....

Tecniche di manipolazione mentale

Marcello Pamio
Tratto dal libro “Neuroschiavi: manuale scientifico di autodifesa” di Marco Della Luna e Paolo Cioni, Macro edizioni 
Cercare di spiegare cosa sono e come vengono praticate le cosiddette “tecniche di manipolazione mentale”, in una società quasi completamente controllata e manipolata come la nostra, non è compito facile. Per fortuna il libro scritto dall’avvocato e psicologo Marco Della Luna assieme al neuropsichiatra Paolo Cioni ci viene in aiuto.
Affermare che la nostra società - com’è strutturata - è una vera e propria gabbia mentale, fa subito aizzare i paladini e i difensori dei diritti civili, che sbandierando ai quattro venti termini come “libertà” e “democrazia”, cercano immediatamente di tranquillizzarci tutti, soprattutto le loro coscienze. Forse non capiscono. Forse fanno finta di non capire, che parole bellissime come “libertà” e “democrazia” primo non significano granché e secondo vengono sfruttate e amplificate proprio dall’establishment economico-finanziaria (cioè i veri e propri Burattinai), proprio per dare a noi l’illusione di non essere in gabbia. “Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo”
Johann Wolfgang von Goethe.....

I trent’anni che sconvolsero il mondo, il primo romanzo di Maurizio Pallante

Andrea Bertaglio
Appena pubblicato 'I trent’anni che sconvolsero il mondo' è il primo romanzo di Maurizio Pallante. Un’opera narrativa che capovolge la valutazione delle grandi trasformazioni avvenute nei trent’anni che gli economisti hanno definito 'gloriosi', una storia di protagonisti e comparse che presenta il mondo alla rovescia, dissacrando le convinzioni più sacre, e sacralizzando quelle disprezzate.
Il piazzale ai piedi di un castello costruito sul pianoro di una collina: una terrazza affacciata sulla vallata sottostante; una specola da cui osservare ogni dieci anni, dai Cinquanta all’abbattimento del muro di Berlino nel 1989, i mutamenti del paesaggio, dei modi di lavorare, di costruire, di vivere, di rapportarsi con se stessi, con gli altri e con il mondo. Una presa di distanza spazio-temporale sufficiente a vedere l’insieme senza perdere i particolari e i particolari senza perdere l’insieme. Un luogo da cui andare e venire, da cui scendere per immergersi nell’evoluzione in corso e in cui tornare per distaccarsene.
Ambientato nell’hinterland torinese, scenario perfetto degli orrori che hanno caratterizzato i "trent’anni che sconvolsero il mondo", il primo romanzo di Maurizio Pallante descrive il nemico del vero progresso umano, lo sviluppo....

FMI, le novità a caro prezzo

Federico Zamboni
Ufficialmente si magnifica l’apertura ai Paesi emergenti. Di fatto la contropartita è il raddoppio del capitale, che salirà a oltre 750 miliardi di dollari 
Basterebbe il frasario utilizzato da Dominique Strauss-Kahn, per allarmarsi e domandarsi dove stia l’inghippo: «È una decisione storica, la più decisiva nei 65 anni di vita del Fondo e quella che rappresenta il maggiore spostamento di influenza in favore delle economie emergenti e quelle in via di sviluppo, riconoscendone un ruolo crescente nell’economia mondiale»
Un inno alla modifica dell’assetto originario. Un inno, apparente, al ridimensionamento del potere detenuto dagli Stati che finora hanno dominato il Fondo Monetario Internazionale, a vantaggio di altri soggetti che in passato avevano avuto minor peso. Innanzitutto sparisce uno dei privilegi istitutivi, l’appartenenza di diritto all’organo di gestione (Executive Board, composto da 24 membri e correntemente definito col solo termine “board”) di Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia e Gran Bretagna....

giovedì 4 novembre 2010

Blackwa(te)r: la guerra sporca dei contractors in Afghanistan

Luca Troiano
In seguito all'annuncio di Hillary Clinton di rinnovare i contratti con le security agencies presenti in Afghanistan, il governo Karzai si è visto costretto a rimandarne la messa al bando dal paese. La Blackwater cambia il nome (ora Xe Services) ma non i metodi. In Afghanistan la guerra è una cosa "privata".
1. Mentre a Kabul prosegue la trattativa diretta tra il presidente Karzai e alcuni capi talebani per porre fine ad una guerra giunta al nono giro di boa, in Occidente è passata sotto silenzio la decisione del governo afghano, prima annunciata e poi ritirata, di mettere al bando le varie agenzie private di sicurezza che operano nel paese.
Già in estate Karzai aveva disposto con decreto l'allontanamento di tutte le compagnie mercenarie dal paese (definite "ladri di giorno, terroristi di notte"), perché responsabili di gravi violazioni dei diritti umani in Afghanistan....

Petrolio, il rilancio delle trivellazioni in Italia

Francesco Bevilacqua
Da alcuni mesi si sta assistendo a un deciso rilancio delle attività estrattive nel territorio italiano. Gli addetti ai lavori minimizzano spiegando che si tratta solamente di una normale ripresa dopo lo stop dovuto alla crisi degli ultimi due anni, ma le contraddizioni di questo settore sono numerose e preoccupanti. Senza approfondire questo particolare aspetto, è comunque doveroso sollevare un forte dubbio riguardo all’opportunità di continuare a puntare sulle energie fossili. Pur con la consapevolezza che il passaggio alle rinnovabili sarà necessariamente caratterizzato da un periodo di transizione durante il quale gas e petrolio saranno comunque necessari, questo nuovo entusiasmo riguardante le fonti fossili, che ricorda un po’ l’epopea di Mattei dei primi anni Cinquanta, pare andare in tutt’altra direzione. Oltre a questo aspetto, che potremmo definire un po’ forzatamente 'ideologico', c’è la questione della difficile, per non dire impossibile, convivenza fra le attività estrattive e le popolazioni e l’ambiente locali, con la difficoltosa mediazione dello Stato e della sua legge....

martedì 2 novembre 2010

L'imperialismo dei defunti

Fabio Mazza
Seppur potremmo trarre giovamento dal riemergere di una sensibilità “pagana” che prenda spazi di sacro al materialismo imperante ma anche alla Chiesa cattolica che ci ha ammorbato con millecinquecento anni di dottrine avvelenatrici della natura, dobbiamo riconoscere che nulla di tutto ciò è espresso dalla festa di Halloween, parodia della festa celtica di fine estate di Samhain. Interessante rilevare per inciso che tale festa veniva collocata in una dimensione “esterna” alla dimensione temporale non appartenente all’anno vecchio né al nuovo, potendo in quel momento i vivi passare nel mondo dei morti. Di passata rileviamo come questa tradizione indoeuropea fosse la stessa alla base delle feste romane del "Mundus patet", apertura della fossa degli spiriti inferi che accadeva tre volte l’anno. La stessa divinità Samhain fu assimilata dai romani conquistatori della Britannia a Pomona, divinità ctonia ed infera.Niente di tutto ciò nell’attuale festività americana,....

Solo la chiarezza aiuta a capire ed a fare scelte giuste

Fernando Rossi
Per il Bene Comune, insieme ad altri movimenti, associazioni e liste civiche (quelle vere, non quelle fasulle organizzate dai partiti) ha aderito alle proposte unitarie emerse nell’incontro di Torino.
La differenza con i “Comuni Virtuosi” di Marco Boschini, “Il Sogno” di Michele Dotti e “Europe Ecology” dell’ex segretario dei Verdi (turbogasati e inceneritoristi e greeneconomizzati… ad usum Enel, Eni e & C.) è che loro hanno finto di non sapere che tra i promotori e massimi sostenitori hanno figure dirigenti, aderenti e/o sostenitrici dei partiti.
Quando l’abbiamo fatto presente come ostacolo alla costruzione di un unico grande soggetto politico, ci hanno risposto che loro non possono giudicare nessuno (che risposta è!?) e che chiunque deve poter entrare, poi sarà la maggioranza a decidere se aprire ai partiti o votare loro candidati ai ballottaggi… “Questa“, ci è stato detto, “è vera democrazia!” (!?)....

Chi ci libererà dagli altri bunga bunga?

Debora Billi
E' un fiume in piena quello che, per la terza o quarta volta negli ultimi mesi, ci racconta delle feste del Premier. Si era cominciato con le innocenti debuttanti, continuato con le escort e la villa al mare, e ora si affonda sempre più nel torbido con vicende di prostitute minorenni, cubiste brasiliane e persino la droga.
Tutto ciò si attribuisce a Berlusconi. Il che mi pare assai plausibile, visto il personaggio. Qualcuno sussurra che stavolta sarà il colpo di grazia definitivo, quello che non era riuscito con la candida Noemi e l'elegante D'Addario: strappone da night e cocaina sono un mix esplosivo a cui nessun politico al mondo può tenere botta. Berlusconi stavolta è finito, Berlusconi cadrà, evviva la libertà.
Quello a cui non riesco a non pensare è tutto il resto del baraccone.....

domenica 31 ottobre 2010

Norimberga e dintorni

Giacomo Gabellini
Come è noto, Tareq Aziz, l'ex numero due del vecchio rais Saddam Hussein, è stato recentemente condannato all'impiccagione da un tribunale di Bagdad. I grandi sforzi profusi dalle ridicole e servili autorità irachene non hanno di certo impedito a chi ha ancora occhi per vedere di squarciare il velo di Maya dell'ipocrisia e di intravedere le reali motivazioni, eminentemente politiche, della sentenza.  
Ma al di là di tali superflue ovvietà, occorre focalizzare l’attenzione su quello che è senza ombra di dubbio l'aspetto decisamente indegno dell'intera faccenda; il fatto, cioè, che una volta di più i vincitori si sono arrogati il diritto di giudicare i vinti. Questa tendenza non è di per sé nuova, ma affonda le radici a poco più di sessant'anni fa, e più precisamente negli scranni di Norimberga, ove i giudici rappresentanti delle potenze uscite vincitrici della Seconda Guerra Mondiale misero le proprie “competenze” al servizio dei loro superiori per "vagliare" le responsabilità dei vinti e deciderne arbitrariamente i destini....

venerdì 29 ottobre 2010

Chi vuole la verità per decreto?

Angelo D'Orsi
Come altri colleghi ho letto con viva preoccupazione le richieste del rappresentante della Comunità Israelitica di Roma Riccardo Pacifici, di varare una legge che punisca, penalmente, la negazione della Shoah: l’occasione, è stato fornita da una lezione, inaugurale di un master (intitolato a Enrico Mattei) da parte di Claudio Moffa, docente dell’Università di Teramo, non nuovo a sortite prima di vago sapore negazionista, poi diventate nel corso del tempo, sempre più intrinseche alla logica di quell’orientamento, che ha alcuni tratti del movimento.
L’uso politico dell’Olocausto
PUR NON condividendo il senso e per lo più, la lettera delle parole di Moffa, la richiesta mi è parsa, francamente, assai più grave delle dichiarazioni di Moffa stesso; è del tutto assodato in sede storica che esista e sia esistito, nella stessa fondazione di Israele, un uso politico dell’Olocausto – uno dei “capi d’imputazione” mossi a Moffa....

Perché l’Ue spende 2,5 mln per sostituire l’uomo con l’androide?

Gianfranco Amato
Ciò che sta accadendo nel campo della biotecnologia robotica farebbe felice la fervida mente geniale di Isaac Asimov, il celebre biochimico scrittore di fantascienza, finito negli annali della letteratura per i suoi romanzi sugli androidi positronici.
Come sempre è la Gran Bretagna a regalarci perle di futurismo biotech. L’ultimo e più sofisticato androide del mondo, infatti, esce dalle fucine della Hertfordshire University. L’hanno battezzato Nao ed ha come caratteristica principale quella di percepire ed esprimere emozioni. Èin grado di stabilire legami affettivi con gli uomini e può persino possedere differenti personalità. Si spaventa, s’incupisce o si rallegra a seconda degli stimoli che riceve dall’ambiente umano che lo circonda; si mostra felice se qualcuno gli sorride o gli fa una carezza, e appare rattristato se gli si urla o lo si rimprovera. È vero che si tratta pur sempre di emozioni preprogrammate, ma è altrettanto vero che è Nao a decidere da solo quale sentimento esprimere.
Per ora, secondo quanto spiega Lola Cañamero, la scienziata informatica dell’Università di Hertfordshire che dirige il progetto, i sentimenti di Nao sono modulati sullo standard emotivo di un bimbo di un anno e si fondano su un “set of basic rules” che permette un rudimentale discernimento dei concetti di “bene” e “male”, che consentono al robot di indicare se è “felice” o “triste”.

Green economy: profitti in salsa verde

Pamela Chiodi
La Nazione Navajo non rinnega i suoi valori originari, ma è costretta a trovare al più presto occasioni di lavoro e di reddito
Per gli indiani Navajos estrarre il carbone, il petrolio, l’uranio o qualsiasi altra risorsa naturale, significa ferire e tradire la terra che, per cultura, dovrebbero proteggere. Per loro, adattarsi ad un altro tipo di economia, quella “verde”, sarà ancora più semplice. Infatti, il cavallo di battaglia delle elezioni previste il due novembre prossimo per eleggere il nuovo presidente della Nazione Indiana Navajos, è proprio la conversione alla “green economy”.
Entrambi i candidati, Lynda Lovejoy, che siede al Senato del Nuovo Messico e Ben Shelley, l’attuale vicepresidente della tribù, hanno impostato le rispettive campagne elettorali sulla difesa dell’ambiente e sulla promozione dell’ecologia, temi molto sentiti dalla tribù dei Navajos.....

mercoledì 27 ottobre 2010

Scacco al Re

Giacomo Gabellini
Come già sottolineato a tempo debito da quella vecchia volpe di Gennadij Zjuganov, la Guerra Fredda è stata in primo luogo un conflitto geopolitico e solo secondariamente ideologico. Uno dei primi (forse "il" primo) a guardare al confronto da questa specifica angolazione fu senza dubbio quell'abile stratega di Zbigniew Brzezinski, ovvero colui che assestò il colpo definitivo all'agonizzante Unione Sovietica, spingendola ad intervenire in quel terribile pantano dell'Afghanistan, teatro bellico dimostratosi insormontabile anche per le agguerritissime armate macedoni guidate da Alessandro Magno.  
Le ripercussioni sortite sull'economia sovietica dall'intervento si rivelarono infatti, proprio come previsto da Brzezinski, tali da indurre l'incerto e superficiale Mikhail Gorbaciov ad innescare una profonda e altrettanto sciagurata opera di "ristrutturazione" (perestroijka) improntata alla "trasparenza" (glasnost), che indebolì ulteriormente l'assetto statale e portò all'inevitabile tracollo dell'intero carrozzone....

Terzigno, tregua momentanea. La discarica tra indagini e sospetti

Alessandra Profilio

È tregua momentanea a Terzigno. Dopo i violenti scontri delle scorse settimane, ieri la protesta ha scelto una fiaccolata pacifica. Ancora una volta, gli abitanti dei comuni vesuviani hanno chiesto la cancellazione di cava Vitiello e la chiusura di cava Sari. Intanto, mentre la Procura di Nola apre un'inchiesta sul possibile inquinamento della falda acquifera sottostante alla discarica, sul caso di Terzigno serpeggiano i sospetti.  Dopo settimane di accesa protesta, nelle ultime notti un velo di quiete ricopre il cielo di Terzigno. Nessun camion di rifiuti diretto verso cava Sari, nessuno scontro sulla rotonda Panoramica. Gli unici mezzi nella strada verso la discarica sono quelli che trasportano il terreno vegetale con cui si sta cercando di limitare quegli insopportabili miasmi che negli ultimi tempi hanno nauseato la popolazione....

Razza padrona

Giuliano Luongo
Senza l’Italia faremmo meglio”. Dopo una marea di convenevoli alquanto inutili, il caro Sergio Marchionne ha espresso la citata dichiarazione durante un’intervista di Fabio Fazio alla trasmissione “Che Tempo che Fa” della passata domenica. Senza cambiare espressione, senza battere ciglio, ha candidamente ammesso che la casa automobilistica che anni or sono ha messo le ruote all’Italia...non ha bisogno dell’Italia.
O meglio, ha bisogno di non avere l’Italia. Marchionne si riferiva alla quota di produzione fatta nel nostro Paese, costosa e generalmente antieconomica rispetto a quelle prodotte all’estero: inoltre parlava della scarsa attrattività dell’Italia per gli investimenti stranieri, vista la costante situazione di instabilità economica e politica mista ad un clima sindacale troppo teso.
Dunque pare che il bisogno fondamentale dell’Ad Fiat non sia solo una terapia d’urto dal dentista, ma soprattutto una cura di fosforo: il fatto che il decesso della sua compagnia sia stato evitato dal governo italiano con i soldi dei contribuenti italiani innumerevoli volte sembra totalmente evaporato dalla sua memoria, senza parlare dell’importante ruolo degli incentivi statali sulla quota di vendite....

martedì 26 ottobre 2010

Venti di guerra?

Giacomo Gabellini
Il grande successo riscosso dal presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad in occasione della sua recente visita in Libano ha senza ombra di dubbio elevato il livello di tensione internazionale. "La visita deve preoccupare l'Europa", ha immediatamente tuonato l'ormai arcinoto ambasciatore israeliano in Italia Gideon Meir, aggiungendo che si tratterebbe del "Primo passo dell’islamizzazione del Libano e quindi dell’iranizzazione dell’intero Medio Oriente. E' un segnale dall’allarme per l’Europa. I missili che l’Iran sviluppa sono sufficienti per colpire Israele, ma anche per colpire Roma o l’Europa”.  
C'è poco da stupirsi, abituato come è a fare i conti in tasca agli altri paesi, senza che questi ultimi si azzardino a proferir parola di protesta, Israele non ha fatto altro che replicare agli "alleati" (sic!) le proprie consolidatissime idiosincrasie. A valutare attentamente la situazione si scopre, tuttavia, che l'Europa ha tutto l'interesse a lasciare che l'Iran assurga a bastione, a paese egemonico nell'intera area mediorientale. Oltre al fatto che Germania ed Italia sono pur sempre i suoi maggiori partners commerciali, il motivo reale per cui l'Iran ha assunto un ruolo cruciale nei destini dell'Europa risiede nella decisione del presidente Mahmoud Ahmadinejad di indicizzare il prezzo del petrolio secondo i parametri dell'Euro anziché del dollaro.....

Vecchio uguale obsoleto

Massimo Fini
Nel tentativo, tipico della società contemporanea, di occultare, nascondere, negare la vecchiaia, la corsa all’eufemismo non conosce limiti. Adesso "la terza età" non basta più. Si parla di "Gold Age", di "New Gold Age", di "Nouvel Age", di "Papy Boomers", di "normali diversi" fino all’esilarante "diversamente giovani". 
"Caratteristica essenziale della nostra società bizantina è di mettere le parole al posto delle cose", scriveva a metà dell’800 Edgar Quinet nel suo libro "La Rivoluzione" in polemica con quella cultura illuminista di cui noi siamo eredi. Ma le cose (la realtà) hanno una forza che nessun eufemismo può sconfiggere aggiungendovi anzi un che di irridente. Uno zoppo resta tale anche se lo chiamiamo "motuleso". E così è per il vecchio. 
I Latini, che erano meno ipocriti di noi, chiamavano la vecchiaia "atra senectus", cupa vecchiaia. La vecchiaia, in tutti i tempi, è sempre stata un’età crudele della vita, ma nella nostra società è diventata una condizione particolarmente intollerabile.....

lunedì 25 ottobre 2010

Wikileaks: a chi servono queste "verità"?

Massimo Mazzucco
Altre 400.000 pagine rese pubbliche da Wikileaks, questa volta riguardanti l’Iraq, fanno apparire il famoso “leak” sull’Afghanistan, avvenuto lo scorso luglio, una specie di pettegolezzo da portineria.
Oltre 60.000 civili uccisi a sangue freddo dagli americani in Iraq, in incidenti di vario tipo, che sono stati tutti documentati in modo dettagliato, e inoltre torture di cittadini iracheni in almeno 300 casi, verificatisi ben dopo lo scandalo di Abu Grahib, delle quali sono anche parzialmente responsabili le stesse forze dell’ordine irachene.
Secondo Body Count, una organizzazione partner di Wikileaks, il numero dei civili uccisi intenzionalmente sale ad oltre 100.000, se si incrociano i dati recentemente acquisiti con quelli che già erano in loro possesso. Si aggiungono inoltre imbarazzanti conferme che gli alti gradi del Pentagono fossero al corrente di tutti questi massacri, ma non abbiano fatto nulla per fermarli.
Sia chiaro, nonostante la lista quasi interminabile di episodi orripilanti, non c’è nulla che possa sorprendere chi queste cose già le segue da vicino:...