venerdì 30 dicembre 2011

Monti e la Fornero stanno spianando la strada a “La morte moderna”?

Maurizio Gasparello
Stoccolma, 1978. Il tema all’ordine del giorno del simposio a porte chiuse organizzato dal FATER (comitato Fase Terminale della vita umana)[1] verte su come eliminare, con metodi democratici, umanamente, moralmente e politicamente corretti, gli anziani ormai diventati, con le loro pensioni e la loro assistenza sanitaria, un peso insopportabile per le casse pubbliche di una Svezia con sempre meno giovani e più vecchi improduttivi, al punto da mettere in crisi l’economia e il rapporto tra le generazioni e lo Stato Sociale.
Essendo un simposio a porte chiuse, i media non sono ammessi, così come non lo sono i diretti interessati, ossia i vecchi, massa con diritto di parola solo in occasione del rituale-feticcio del suffragio universale, ma esclusa dalle sedi dove si decide veramente il loro destino, nelle quali sono invece “altri” a parlare: dirigenti del dipartimento del Ministero degli Affari Sociali o di Istituti di Bioetica, intellettuali e teologi, che costituiscono una parte importante della tecnocrazia dominante e, in quanto tale, autolegittimata a decidere sui valori e sui fini ultimi della società......

mercoledì 16 novembre 2011

Lo stato di eccezione

Giacomo Gabellini
"Sovrano è chi decide dello stato di eccezione”.  
Qualora il postulato di Carl Schmitt risulti valido e applicabile a qualsiasi situazione politica si evincerebbe il fatto che in Italia regna un sovrano assoluto, impersonato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il quale ha fatto leva sulle pesanti pressioni internazionali esercitate dai grandi organi informativi (The Economist, Wall Street Journal, ecc.) di riferimento dei poteri forti angloamericani (Gruppo Rothschild, Rockefeller, ecc.) per proclamare l’assodata “impotenza della normatività” comune e la conseguente apertura di uno stato di eccezione squisitamente politico. 
Lo schema logico che ha determinato la presente svolta politica verte sulla sostanziale inadeguatezza di Silvio Berlusconi e della sua risicata maggioranza parlamentare incapace di smarcarsi dal suo rigido immobilismo perché minata da continui cambi di schieramento e perché impegnata a tempo pieno ad assecondare le necessità del Primo Ministro che vertono sull’elusioni dei vincoli processuali che gravano sul suo conto....

martedì 15 novembre 2011

Non ci sono complotti, solo strategie

Alessio Mannino
E’ desolante constatare come in Italia si liquidino i fatti scomodi, che disturbano il coro unanime della propaganda mainstream, come teorie di paranoici cospirazionisti. Riesumando persino, in chiave sarcastica, il “complotto demo-pluto-giudaico-massonico” di fascista memoria. Succede in questi giorni a quanti osano sfidare la beatificazione del nuovo Presidente del Consiglio, il tecnocrate Mario Monti.
Semplicemente, viene ridicolizzato chi fa informazione. Perché, fino a prova contraria, riportare gli incarichi, la storia e i legami di un uomo che sta per diventare il capo del governo italiano, equivale a informare. Su quel tanghero di Berlusconi, anni e anni di inchieste che lo hanno perquisito in lungo e in largo fino all’ultima escort. E, lubrico sensazionalismo d’alcova a parte, passare al setaccio il suo impero mediatico e finanziario, le sue cricche, i suoi abusi e soprusi era cosa buona e giusta. Ma storcere il naso infastiditi se ci si limita a fare un ritratto di Monti un po’ più completo dell’agiografia dominante, questo no, non va bene a chi stappa bottiglie per la “liberazione” dal ducetto di Arcore. E’ la libera stampa a corrente alternata. Faziosa e miope d’un occhio. La Repubblica come rovescio speculare del Giornale.....

Strategia di un golpe

Fabio Falchi
Parecchi mesi fa avevamo scritto che «nel “Circo Occidentale” c’è [...] posto per tutti e quindi si può immaginare che uscito di scena il “Nanopagliaccio”, che tanto fa ridere gli gnomi della “City”, dovrà esibirsi il popolo italiano. E dovrà pure pagare il biglietto. Vae victis dicevano i Romani, ma gli italiani pare che si siano dimenticati anche di questo».
Non avevamo previsto i dettagli, ma la “tendenza fondamentale”, insieme agli “amici” del blog “Confitti e Strategie”, l’avevamo prevista. Perciò non ci soprende il golpe finanziario. E che si tratti di golpe è innegabile, indipendentemente da quel che sostengono i gazzettieri al soldo del Cavaliere, dacché non si è sconfitto quest’ultimo con idee e programmi, ma grazie ad una “modifica” della Costituzione, imposta “dall’alto” e in base a cui la Repubbllica italiana non è più fondata sul lavoro, ma sui “mercati”. E tutto, o quasi, è avvenuto alla luce del sole. Nessun “complotto”, nessuna riunione notturna nei sotterranei della Bce o della Casa Bianca. I “mercati” infatti seguono “logiche di potere”, che solo mediante un nuovo paradigma geopolitico pare possibile rilevare e comprendere. Sebbene non sia affatto casuale che, come si legge in un articolo di “MF”, sia stata la Goldman Sachs ad innescare l’ondata di vendite di Btp, quel che veramente conta è il tipo di relazione che articola il sistema finanziario (e il capitalismo è in primo luogo una relazione – non una “cosa” – che non si vede né si tocca, ma che iè indubbio che sia “reale”)......

venerdì 21 ottobre 2011

Dietro il fumo dei lacrimogeni e delle camionette che vanno a fuoco, c’è una società in cancrena

Fabio Polese (ASI)
Tutti sono stati capaci a dire la loro e a condannare gli incidenti di Roma. Pochi, al contrario, si sono domandati il perché e in quale contesto sono avvenuti.
Da destra, seguendo la solita sceneggiatura dell’ordine e della sicurezza, sono arrivate immediatamente le condanne e si è parlato di punire severamente gli autori della guerriglia. Roberto Maroni, ministro dell’interno, ha difeso e solidarizzato con le forze dell’ordine dichiarando: “Quello che è successo a Roma è un fatto di inaudita gravità che va condannato da tutti senza esitazioni. Ringrazio ancora una volta le forze dell’ordine, il prefetto, il questore perché solo grazie ad un’equilibrata gestione dell’ordine pubblico si è evitato che ci scappasse il morto. Il rischio era concreto perché i violenti si sono volutamente fatti scudo del corteo”. Il senatore Maurizio Gasparri, ha precisato: “Quanto è successo a Roma non è frutto del caso o dell’improvvisazione. Caschi, bastoni, maschere antigas ed altre attrezzature da guerriglia erano in dotazione a migliaia di manifestanti che non sono stranieri o fantomatici black bloc, ma appartenenti a ben note organizzazioni dell’estrema sinistra”.
Dalla sinistra, invece, sempre intenta ad apparire democratica e civile, sono arrivate all’unisono le prese di distanza......

mercoledì 5 ottobre 2011

La "crociata" di Wikipedia: da quale pulpito?

Massimo Mazzucco
Rimbalza in rete la notizia che Wikipedia Italia si è autosospesa – bloccando l’accesso alle proprie pagine - per protestare contro la proposta di legge che porterebbe, secondo loro, alla fine della libertà di informazione in Internet.
Già da ieri Wikipedia Italia presenta una pagina unificata, su cui si legge: “Negli ultimi 10 anni, Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. Una nuova e immensa enciclopedia multilingue e gratuita. Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni. Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l'obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine. Purtroppo, la valutazione della "lesività" di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all'opinione del soggetto che si presume danneggiato. Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiederne non solo la rimozione, ma anche la sostituzione con una sua "rettifica", volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.”
Da “Repubblica” a “La Stampa”, dal Corriere alla stessa RAI, tutta l’informazione mainstream rilancia la notizia in grande stile, supportando compatta il “grido di libertà” lanciato da Wikipedia. 
E già questo dovrebbe dare da pensare. 
Perchè mai – ci si domanda – tutte le grandi testate italiane si preoccupano improvvisamente di difendere la “libera informazione” della rete .....

venerdì 30 settembre 2011

Michael Jackson in agonia? Facciamone spettacolo…

Nicola Mente
Recentemente, siamo stati nuovamente investiti (come se ce ne fosse bisogno) dall’ennesima e raccapricciante teatralità costruita ad arte sul disastro umano. In rete è stato diffuso il video girato dal medico di Michael Jackson, Conrad Murray [per chi ha voglia di vederlo, clicchi QUI,  con tanto di pubblicità annessa], l’imputato che sta sostenendo il processo per chiarire le circostanze che avvolgono nell’ombra la morte della celebre popstar (avvenuta il 25 giugno del 2009 in seguito ad un presunto arresto cardiaco).
I sospetti che gravano su Murray sono tali da supporre che potrebbe essere stato lo stesso medico personale di Jacko a cessare le sofferenze del Re del Pop. Come se tutto ciò non fosse già sufficiente a incrinare il doveroso e silenzioso rispetto post-mortem, ecco dunque le immagini di un Jackson legato ad una brandina e in condizioni psicofisiche molto gravi, mentre si auspica, come se fosse nella parte di una sceneggiatura hollywoodiana, un successo planetario per quello che sarebbe dovuto essere il suo ultimo tour. Un discorso, che si vuole ripreso un mese prima del decesso del cantante, ma che ovviamente stride con la voce flebile e le condizioni precarie di un fisico ormai debilitato e costretto all’immobilismo.....

La grande distribuzione manipola il nostro stile di vita

Fabio Polese intervista Saverio Pipitone
(ASI) Agenzia Stampa Italia ha contattato Saverio Pipitone, giornalista pubblicista, è autore de “La finanza etica e socialmente responsabile” edito da Inves, di “Shock Shopping, la malattia che ci consuma”, edito da Arianna Editrice, ed è coautore, insieme a Monica Di Bari, di “Schiavi del Supermercato”, uscito sempre per Arianna Editrice.
I canali dei media di massa, supportati da consistenti investimenti economici, sono in grado di decidere la natura e la veste dell’informazione. Crede che gli stessi finanziatori possano plasmare le sensibilità, i gusti e i pensieri delle persone con l’intento di creare una massa di consumatori globali?

Ogni giorno veniamo bombardati da decine di messaggi pubblicitari, dalla televisione ai cartelloni e da internet alla radio fino ad arrivare alle promozioni dentro i supermarket, che ci comunicano le ultime novità dei beni di consumo, ci attraggono con una frase o una bella confezione e ci dicono che quella merce è indispensabile per il nostro stile di vita.
I produttori di merci insieme alla grande distribuzione organizzata attuano continuamente strategie di marketing e fidelizzazione inducendoci a consumare sempre di più e penetrano nelle menti per persuaderci dell’esistenza di nuovi bisogni.
Oramai siamo tutti diventati consumatori che trascorriamo la maggior parte del nostro tempo libero nei luoghi di consumo quali ipermercati, centri commerciali, outlet center, multisale e parchi divertimento.....

giovedì 29 settembre 2011

Latouche più radicale di Marx

Alessio Mannino
Ieri è uscita un’intervista al marxista Giacomo Marramao sul quotidiano comunista Liberazione in cui il filosofo italiano si contrappone al francese Serge Latouche, padre della “decrescita” serena o felice che dir si voglia. In sintesi, l’obiezione di Marramao è sempre la solita: non è lo sviluppo economico in sé ad essere un male da combattere, ma solo la sua diseguale distribuzione, cioè lo sfruttamento di classe: «penso che dobbiamo parlare invece di uno sviluppo diverso, di tipo tecnologico che favorirebbe la diminuizione delle ore lavorative, come diceva il caro vecchio Marx. Più scienza, più ricerca, più tecnica». Ma l’epigono del barbuto di Treviri si spinge più in là e tenta un’operazione un po’ subdola: intende neutralizzare la portata dell’intero discorso dell’ex sinistrorso Latouche, ascrivendo al marxismo la tesi latouchiana secondo cui l’economia, intesa come accumulo di ricchezza, è un’invenzione ideologica per niente naturale bensì artificiosa e, a conti fatti, nemica dell’uomo. Sostiene Marramao: «La formula che utilizza Latouche, “l'invenzione dell'economia”, mi sembra insomma tutt'altro che antimarxiana. Il mercato capitalistico è il risultato dell'artificio culturale della naturalità. Questo è Marx puro. Il capitalismo passa per un evento naturale ma in realtà è un prodotto storico-culturale determinato».
Premessa: non sono un marxologo né vanto le competenze filosofiche di Marramao.....

mercoledì 14 settembre 2011

Sistema Martini

Alessio Mannino
I ragazzi di sinistra che protestano «li manderei a lavorare in miniera, ma non si può fare, vanno quindi inclusi a forza»: così parlò Morena Martini, assessore al Lavoro e all’Istruzione della giunta provinciale di centrodestra. Lunedì 12 la Rete degli Studenti, associazione vicina al Pd e alla Cgil, era in strada davanti ai licei di Vicenza contro i tagli alla scuola, la disoccupazione giovanile di massa e, facendo il verso agli indignados spagnoli, «un sistema che non ci considera». Per l’assessore, trattasi più o meno di fastidiosi rompiscatole: sono «senza midollo osseo e strumentalizzati da sindacati e partiti», ha infierito.
E’ miserevole che un politico si lasci andare a insultare in modo così volgare cittadini – perché anche i ragazzi, minorenni inclusi, sono cittadini – che ricorrono al sacrosanto diritto di protesta. Con un non-argomento, poi: sono di sinistra, quei giovani. E allora? Forse, secondo la esponente del Pdl, in piazza bisogna andarci solo quando la critica è condivisa da tutti gli orientamenti politici......

martedì 13 settembre 2011

Belle, ribelli e in galera

Debora Billi
Tutto vi aspettate, meno che Petrolio pubblichi la foto di una bella ragazza in costume da bagno.
Ma questa non è una ragazza qualsiasi. Si chiama Elena Gerberi, detta Nina, ha 40 anni, è operaia e ha tre bambini.
E' un'attivista NoTAV (come potete vedere dal telo mare su cui è seduta) ed è stata arrestata perché presente con altri cittadini al finto "cantiere" di Chiomonte durante gli scontri di venerdì scorso. Il giudice ha convalidato l'arresto perché nel suo zaino è stato trovato del Maalox e una maschera antigas, temibile armi terroristiche.....

La cloaca occidentale

Fabio Falchi
Se qualcuno aveva dei dubbi per quanto concerne l'esistenza di moltitudini indignate, pronte all'assalto dell'impero "deterritorializzato" e "deterritorializzante", dopo l'operazione di polizia internazionale in terra di Libia, non ne dovrebbe avere più, anche se  le moltitudini indignate non sono affatto moltitudini, perlomeno in Libia, e pare che anziché assaltare l'impero , assaltino i nemici dell'impero. Si ammette però che  l'impero non è l'impero del male e nemmeno è un vero impero. E che i cattivi sono anche tra i nemici dell'impero. Soprattutto sono quelli che non ripettano le regole dell'impero, di modo che, se non ci fosse un passato che si ostina a non passare, anche la lotta , democratica s'intende, delle moltitudini contro l'impero sarebbe più facile.  Invece, i nostri indignati  sono costretti a dare una mano  ai liberatori per radere al suolo un Paese dopo l'altro e poter diffondere la buona novella  dei diritti umani su tutta la terra. Questa è però l'altra faccia dell'impero. Quella buona.
Una certa confusione è quindi più che lecita.  Tuttavia,  ha voluto fare un po' di chiarezza al riguardo una delle tante  voci della coscienza del Bel Paese, ossia  Adriano Sofri,  ex leader degli indignati del Sessantotto, che sessanttottino non lo è più da decenni, ma indignato lo è ancora. Non tanto contro l'impero, quanto contro chi si ostina a difendere la "cosiddetta sovranità nazionale". Scrive  (La Repubblica 24 agosto 2011),  infatti,il nostro tribuno della plebe, o meglio delle moltitudini che " la protezione dei civili è diventata l´abbattimento del regime.....

domenica 11 settembre 2011

11/9: inganno globale?

Dieci anni fa avvenivano, oltreoceano, gli attentati alle Torri Gemelle e al Pentagono. Agenzia Stampa Italia ha contattato Massimo Mazzucco, regista e scrittore, gestore del sito www.luogocomune.net, portale che sviscera argomenti di enorme rilevanza politica e sociale, facendolo in maniera competente ed alternativa.
 Mazzucco è autore di approfondite ricerche sugli attentati dell’11 settembre, le quali lo hanno portato a sviluppare una versione su quell’evento diversa rispetto a quanto impostoci dalle autorità e dai media di massa. Ha raccolto il suo lavoro nel documentario dall’eloquente titolo “11 settembre 2001, inganno globale”. A dieci anni dagli attentati che scossero l’opinione pubblica mondiale e scatenarono nuove, interminabili guerre atte a modificare gli assetti geopolitici, il tema sta ricorrendo su carta stampata e tv. Noi di Agenzia Stampa Italia abbiamo scelto di discuterne con Mazzucco, al fine di comprendere le argomentazioni di coloro i quali vengono, sprezzantemente, definiti “cospirazionisti” o “complottisti”, dunque relegati ai margini dell’informazione cosiddetta “mainstream”.
Mazzucco, la storia dell’uomo è costellata di eventi importanti che, nel corso del tempo, sono stati revisionati dagli storici che ne hanno dipanato le ombre scure delle verità ufficiali, partigiane e imprecise. Tuttavia, questo processo di revisione solitamente impiega periodi di tempo molto lunghi; nel caso dell’11 settembre, ritiene che siano bastati questi dieci anni - durante i quali sono spuntati documenti, sono usciti una decina di libri e vari documentari che inchioderebbero l’amministrazione americana quale complice dell’accaduto - per rendere presso l’opinione pubblica inattendibile la versione ufficiale?
In realtà il processo di revisione non arriva mai fino in fondo. Se prendiamo ad esempio il caso Kennedy, nel corso degli ultimi quarant’anni centinaia di ricercatori, con libri e documentari, hanno dimostrato oltre ad ogni ragionevole dubbio l’implausibilità della versione ufficiale. Nonostante questo, nei libri di storia leggiamo ancora che sia stato Oswald, e lui soltanto, ad uccidere il presidente Kennedy.....

martedì 6 settembre 2011

Lo sciopero inutile e l'Europa dei banchieri

Alessio Mannino
Oggi c’è lo sciopero generale della Cgil contro la manovra finanziaria del governo Berlusconi. La solita giornata di protesta simbolica, senza veri effetti. L’unico sciopero che avrebbe senso dovrebbe protrarsi a oltranza, paralizzando l’intero paese. Ma questo equivarrebbe a una rivolta contro Eurolandia e le Borse, e l’Italia è sì sull’orlo della bancarotta, ma crede, a destra come a sinistra, che ripudiare il debito sia un tabù intoccabile. Da quando ci siamo messi al collo il guinzaglio dell’Europa delle banche, non siamo più uno Stato sovrano: siamo schiavi dei mercati internazionali. Proporre la patrimoniale, pur nel condivisibile intento di un riequilibrio sociale, segue la stessa logica perversa di sempre: sacrificare la vita reale, le ricchezze, i risparmi, per permettere ai criminali della finanza di ingrassarsi come prima, come sempre. La sinistra cerca di far pagare il conto ai più ricchi, e si può capire. Ma il punto è che non dovremmo pagare un bel niente, perché il debito è colpa di un sistema globalizzato strutturalmente indebitato, perché è sull’indebitamento perenne, infinito, eterno che lucrano, grazie all’interesse, i veri padroni dell’economia: le banche. Corresponsabili di questo orrore di fondo sono certamente i politici, di tutte le risme. Ma non sarà cambiando l’inquilino di Palazzo Chigi che cambierà di una virgola l’ingiustizia di fondo di questa società ostaggio di una cricca di usurai. A confronto del Potere vero, qui da noi gestito dalla Bce ovvero dagli istituti centrali (che sono privati, di proprietà delle grandi banche) prestando la moneta agli Stati, la comica impotenza di Berlusconi diventa ben povera cosa. E ridicola diventa una mobilitazione che, mentre si sta preparando l’ennesima macelleria sociale sull’altare dell’internazionalismo finanziario, se la prende con un governo perché tassa e taglia in modo sbagliato....

martedì 23 agosto 2011

Nebbia di guerra

Pino Cabras
Siamo in piena nebbia di guerra. Circolano immagini di Gheddafi morto, che sono evidenti falsi, ma molti siti dei giornali le presentano lo stesso con il dubbio, e intanto colpiscono l'immaginario collettivo e lo predispongono al parossismo della battaglia finale. Era accaduto così anche per quell'incredibile farsa dell'uccisione di Bin Laden. Poi che succede? Annunciano la cattura del figlio di Gheddafi, i media la amplificano in mondovisione, ma Seif el Islam in persona si incarica di smentirla pomposamente. La Repubblica scrive nei titoli che il rais ha ordinato di sparare ai bambini, cosa falsa, ma nasconde che ospedali e obitori sono al collasso per i morti causati dai bombardamenti NATO. Molti i bambini.....

domenica 14 agosto 2011

Dove la modernità non è ancora del tutto arrivata...

Fabio Polese
(ASI) Sembra difficile ma ci sono posti in cui la modernità non è ancora arrivata. Mi trovo in un piccolo paesino della Basilicata dove ormai trascorro le mie vacanze estive da qualche anno e sono rimasto piacevolmente sorpreso dal vivere quotidiano di queste genti e dallo stretto contatto che hanno con la natura.
La scuola da piccoli e poi, dipende dalla situazione familiare, si sceglie tra lavoro o superiori ed università. La vita giornaliera qui è semplice: si lavora e si sta in famiglia. La famiglia si divide tra una mangiata in campagna con i frutti appena raccolti – altro che ogm… – e una genuina passeggiata serale nel centro cittadino. Pur sembrando cose molto modeste, racchiudono significati molto profondi se pensiamo alla continua ricerca dell’inutile che siamo abituati a vedere in gran parte della penisola dove, giovani o meno giovani – quando va bene -, si dividono tra centri commerciali per comprare l’ultimo cellulare uscito o si costruiscono vite virtuali su facebook che – spesso – diventano ancora più importanti delle vite reali.....

venerdì 12 agosto 2011

Il sacco d'Italia

Giacomo Gabellini
I recenti attacchi speculativi che hanno preso di mira l’Italia segnano una perfetta soluzione di continuità rispetto a ciò che accadde nei primi anni ’90, nei mesi a cavallo tra la disintegrazione della Prima Repubblica e l’ascesa dei sedicenti “tecnici”.
Tempi in cui l'allora direttore della CIA William Webster ebbe a sottolineare pubblicamente che dal momento che l'Unione Sovietica era crollata, "Gli alleati politici e militari dell'America sono ora i suoi rivali economici".
Tra le righe di tale affermazione si celava un non troppo velato vaticinio rispetto a ciò che sarebbe accaduto all’Italia, un paese politicamente instabile e privo di solidità strutturale dotato però di un ingente patrimonio industriale.
La profezia si avverò infatti nel 1992, anno in cui i verificarono gli attentati che stroncarono le vite di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (e rispettive scorte), imperversò l'improvviso vortice giudiziario scatenato dal pool milanese di "Mani Pulite" che risucchiò tra le proprie spire un'intera classe politica nata, cresciuta ed invecchiata all'ombra del Muro di Berlino, la conseguente privatizzazione – che sarebbe più appropriato definire svendita - dell'intero patrimonio industriale e bancario di stato e il violentissimo attacco alla lira.....

lunedì 8 agosto 2011

Chiudete la borsa. (Inizialmente USA S.p.A)

DI URIEL FANELLI
keinpfusch.net
Il titolo e' provocatorio, ma anche no, nel senso che si tratta della misura presa da Putin dopo la "tempesta perfetta" (cosi' l'aveva definita lui) del credit crunch. Perche' vedete, sono pochi coloro che , nel mondo hanno capito cosa stia succedendo. Alcuni dicono che tutto ruoti attorno al debito, altri dicono che tutto ruoti attorno alla speculazione, o al capitalismo. No, sta succedendo qualcosa di molto piu' ampio. Solo che non lo si e' voluto capire prima.
Allora, facciamo un salto indietro. Se siamo in un tempo T0, e vogliamo capire come sara' la politica diciamo fra 100 anni, come facciamo a fare una previsione?
Beh, un modo c'e'. Basta osservare chi forma la classe dirigente, come si forma e in che zone sociali si forma.
Se avessimo osservato l'occidente qualche secolo fa, avremmo notato che a formare la classe dirigente erano due grosse classi sociali: quella dei religiosi e quella dei nobili. Le persone che andavano a scuola, cioe', e mi riferisco alle scuole che esplicitamente preparavano persone dicendo "stai studiando per essere classe dirigente" , erano questi due tipi. 
Non c'e' da stupirsi, quindi, se il potere politico del periodo fosse concentrato in due mani: religiosi e nobili.....

martedì 2 agosto 2011

Ultras pestato a sangue da 8 poliziotti resterà invalido tutta la vita

Un giovane tifoso del Brescia massacrato a manganellate che finisce in coma. I medici lo danno per spacciato: se ce la farà a sopravvivere, dicono ai genitori, "sarà un vegetale". 
Dopo più di un mese di buio, invece, il ragazzo si risveglia. Parla, anche se con molta fatica. E' ancora intubato quando, alla fine del 2005, comincia a raccontare tutto a una poliziotta, che ha il coraggio di aprire un'inchiesta sui colleghi. 
La commissaria indaga in solitudine. Scopre verbali truccati. Testimonianze insabbiate. Filmati spariti. Poi altri poliziotti rompono l'omertà e sbugiardano le relazioni ufficiali di un dirigente della questura. Un giudice ordina di procedere. 
E adesso, a Verona, sta per aprirsi un processo simbolo contro otto celerini del reparto di Bologna. Una squadraccia, secondo l'accusa, capace non solo di usare "violenza immotivata e insensata su persone inermi", ma anche di inquinare le prove fino a rovesciare le colpe sulle vittime. "L'Espresso" ha ricostruito i retroscena di quella misteriosa giornata di guerriglia tra tifosi e polizia, con testimonianze e filmati inediti, scoprendo un filo nero che collega tanti casi in apparenza separati di degenerazione delle divise. Un viaggio nel male oscuro che contamina e divide le nostre forze di polizia.....

lunedì 1 agosto 2011

La "primavera araba" sbarca in Israele

Gianluca Freda
La prima cosa a cui si stenta a credere sono le cifre. Le fonti giornalistiche (quelle che non hanno deciso di stendere sugli eventi il velo del silenzio) riportano che le manifestazioni dei giorni scorsi in Israele avrebbero coinvolto ben 11 delle principali città del paese (non 7 come si era detto all’inizio), tra le quali Gerusalemme (10.000 persone in piazza), Beersheba (3.000 persone), Haifa (10.000 persone) e naturalmente Tel Aviv. Solo quest’ultima avrebbe visto la partecipazione di 150.000 persone, radunatesi nei pressi di Kaplan Street ed ivi accampatesi, mentre sul palco allestito per l’occasione si susseguivano decine di interventi politici e di esibizioni artistiche di protesta. Ora, 150.000 partecipanti ad una manifestazione di protesta autoconvocata sono già una cifra abbastanza ragguardevole per un paese di 60 milioni di abitanti come l’Italia. Per un paese di 7 milioni e mezzo di abitanti come Israele, sono qualcosa di colossale ed inaudito. Tanto più che Israele non è certo noto per questo genere di “partecipazione attiva” dei cittadini alla vita politica.....

domenica 31 luglio 2011

Per i repubblicani irlandesi i diritti umani sono inesistenti

Fabio Polese
(ASI) Se parlassimo di occupazioni, ingiustizie e diritti umani inesistenti, nell’immaginario collettivo, verremmo proiettati in un qualche paese sperduto ai confini del mondo. E invece, nel cuore democratizzato d’Europa, succede anche questo. In silenzio ovviamente. Tra media asserviti e politicanti impegnati a fare altro. Brendan Lillis è un patriota repubblicano irlandese detenuto da 623 giorni in condizioni disperate e senza accuse formali che rischia di morire da un giorno all’altro. La sua storia potrebbe essere la storia di molti giovani nordirlandesi costretti ad una scelta tanto drammatica quanto inevitabile in quei tempi: impugnare le armi, come i padri prima di loro, per combattere l’occupante britannico. Brendan Lillis, entrato nella Provisional IRA nel 1971, ha trascorso sedici anni nella prigione di Long Kesh per possesso di esplosivi e armi da fuoco.....

martedì 26 luglio 2011

Anders Breivik: l’uomo che sapeva troppo?

Massimo Mazzucco
Il documento più “bollente” che circola in rete in queste ore è certamente il “manifesto” del bombarolo-killer norvegese Anders Breivik, l’uomo che avrebbe piazzato la bomba di Oslo e poi massacrato i turisti sull’isola di Utoya.
Centinaia di siti lo stanno analizzando e ripubblicando, anche se molto difficilmente qualcuno lo avrà letto da cima a fondo. Si tratta infatti di un vero e proprio libro dalla lunghezza impressionante (ca. 1500 pagine), perfettamente organizzato e indicizzato, che vuole chiaramente apparire come il “testamento politico” di un uomo che si appresta a compiere una missione senza ritorno.
Ad una prima scorsa – ripeto, è impensabile leggerlo tutto – si ha la netta sensazione di trovarsi di fronte ad un altro “caso Shakespeare”. Non nel senso di genio letterario, ma anzi del suo opposto, ovvero dell’impossibilità di esserlo (molti sanno che il vero Shakespeare era quasi sicuramente un prestanome, poichè non poteva possedere un decimo delle conoscenze che aveva il vero autore delle sue opere).
Per quanto appena trentenne, Breivik tratta con grande dimestichezza argomenti di portata storica assoluta, dal revisionismo storico al femminismo americano, dalla riforma protestante alla filosofia del marxismo, dalla storia delle crociate all’influenza della sharia nel mondo islamico.
Anche Hitler, da giovane, aveva scritto qualcosa di altrettanto voluminoso …..

venerdì 22 luglio 2011

Finale di partita

Fabio Falchi
E’ ormai palese a chiunque che il ciclo storico che si era iniziato con la liquidazione della classe dirigente che aveva retto le sorti del Paese negli anni del bipolarismo si sta per compiere definitivamente. Svenduta gran parte del patrimonio pubblico, consegnato il Paese a banche e ad istituti finanziari italiani e stranieri (se negli anni Novanta il debito pubblico italiano era ancora nelle mani delle famiglie italiane, nel 2010 queste ultime ne possedevano solo il 9,58%, contro il 44,27% allocato all’estero) (1), americanizzato il sistema educativo, penalizzato in ogni modo lo Stato sociale a vantaggio dello Stato assistenziale (cioè a vantaggio di lobbies e gruppi d’interesse vari), integrati del tutto, una volta abolita la leva, i vertici delle Forze armate nella Nato, persa la sovranità monetaria con la creazione di Eurolandia, senza alcuna reale contropartita, se non quella di contribuire al fallimento politico dell’Unione europea, non rimane che privatizzare le ultime imprese strategiche della Nazione: Eni, Enel e Finmeccanica, in particolare.....

martedì 19 luglio 2011

Gli alpini alla conquista della Val di Susistan

Giorgio Ballario
Dai fasti delle Olimpiadi invernali del 2006 ai tempi bui della militarizzazione di un’intera valle. È la triste parabola della Val di Susa, a due passi da Torino, da secoli storico canale di comunicazione e passaggio tra la Francia e il Nord Italia, ora più semplicemente simbolo dei No Tav, oppure “Val di Susistan”, per usare un felice neologismo coniato da Marco Cedolin, economista, blogger e scrittore valligiano, da sempre in prima fila contro il Treno ad Alta Velocità. Perché tale definizione dal sapore vagamente afghano? Perché nei prossimi giorni in valle, a difesa dei cantieri che la Lyon Turin Ferroviaire sta aprendo nei pressi di Chiomonte, verranno dispiegati circa 300 alpini della brigata Taurinense, la stessa che ha già svolto alcune missioni a Kabul e dintorni, versando anche il sangue dei proprio soldati in nome della nebulosa e  ambigua “missione di pace” Enduring Freedom. Centocinquanta militari per ogni turno di 12 ore, con il compito di far da guardia “h24” ai cantieri e di pattugliare strade e boschi circostanti.
Dai talebani ai “black bloc”. Dalle mine e dai kalashnikov alle meno preoccupanti sassaiole degli antagonisti. Nel cambio i ragazzi in divisa ci hanno senz’altro guadagnato in sicurezza, ma chissà fino a che punto saranno fieri di schierarsi contro i propri concittadini, contro migliaia di persone che in montagna ci vivono per davvero, contro gente che il cappello con la penna nera l’ha portato in gioventù e ancora oggi lo indossa con orgoglio, inquadrata nella protezione civile? Perché se è vero che i disordini di un paio di settimane fa sono stati provocati da alcune centinaia di facinorosi, professionisti del tafferuglio e partigiani dello scontro fine a se stesso (fra gli arrestati e i denunciati, non a caso, non c’era un solo valsusino); è altrettanto vero che il 90 per cento della popolazione locale il supertreno non lo vuole e lo sta dimostrando da anni con metodi più pacifici: manifestazioni, cortei, assemblee, pubblicazioni, studi tecnici, pressing sugli amministratori locali.......

giovedì 14 luglio 2011

Irlanda del nord: notte infuocata nelle sei contee

Fabio Polese
     (ASI) Testimonianze locali parlano di squadre speciali delle forze armate britanniche presenti a sostegno della P.S.N.I.
La notte del Bonfire – quella tra l’11 e il 12 luglio -, dove i lealisti accendono centinaia di falò bruciando la bandiera repubblicana e i simboli della comunità cattolica irlandese per ricordare i fuochi che illuminavano la navigazione notturna delle truppe di Guglielmo d’Orange nel 1690, è stata caratterizzata da violenti scontri. In diverse zone di Belfast i nazionalisti repubblicani hanno affrontato la P.S.N.I. – Police Service of Northern Ireland –. Nonostante una pacificazione di facciata, il bollettino della notte di guerriglia nordirlandese parla di circa duecento persone coinvolte, di ventidue poliziotti feriti, di più di quaranta molotov lanciate e di diversi spari di arma da fuoco partiti dai volontari della Real Ira che stavano in pattugliamento sin dal pomeriggio. Solo nella notte inoltrata di ieri era tornata la calma. Una calma apparente.....

lunedì 11 luglio 2011

Alta Velocità in Val di Susa – Una visione spirituale

Fausto Carotenuto
II Parte: tutto sta andando bene, ora possiamo sconfiggere il ragno nero.
Questo articolo è l’aggiornamento di un articolo che ebbe un’ampia diffusione su internet ai tempi del primo assalto TAV alla Val di Susa.Intitolato Alta Velocità in Val di Susa: un attacco brutale e ben programmato, al di là dell’aggressione alla natura ed alla salute fisica. Una visione Spirituale. (http://www.disinformazione.it/valdisusa.htm) La visione che è alla base di queste conoscenze e considerazioni è di tipo spirituale. Per una migliore comprensione di questo scritto è opportuna la lettura del primo articolo.
Come scrivemmo allora, "Chiunque in buona fede si voglia informare seriamente su quello che sta avvenendo in Val di Susa, si renderà facilmente conto del fatto che i valligiani hanno ragioni da vendere. Il progetto del TAV se attuato non porterà “progresso”, ma distruzione, devastazione e malattie.
Ad una indagine attenta ai valori spirituali in gioco emerge tuttavia un quadro ancora più fosco, di grande emergenza: non sono in gioco solamente i soldi degli ingordi, e l’ambiente e la salute degli abitanti della Val di Susa. Ma qualcuno sta cercando di portare avanti una operazione tendente a colpire direttamente le forze interiori di una grande fetta della popolazione europea.”
Dopo  5 anni la novità bellissima è che il piano oscuro è stato finora respinto dai valligiani: forze spirituali sufficienti, come speravamo allora, si sono impegnate in questa giusta battaglia, con risultati estremamente positivi. Occorre ora andare avanti, proseguire nel bel lavoro compiuto soprattutto dai valsusini e da chi si è sentito unito a loro in questa vicenda.....

domenica 10 luglio 2011

Un piatto di lenticchie

 Alessio Mannino
Si può compensare o ridurre il danno rappresentato dalla più grande base militare Usa in Europa in costruzione al posto di un’ex aeroporto civile, tolto d’imperio alla comunità locale, da uno Stato che si priva di un’area di sua proprietà pur di obbedire ai desiderata di una potenza straniera, alleata di nome e padrona di fatto? Per un cittadino che non voglia rassegnarsi alla condizione di suddito, la risposta non può essere che no. La nuova caserma al Dal Molin di Vicenza era e resta un clamoroso abuso: di sovranità nazionale, perché l’Italia, indifferentemente governata dalla destra o dalla sinistra, ha regalato una porzione di territorio a Washington che vi installa truppe e armamenti usati per guerre americane (Irak, Afghanistan); di sovranità locale, perché Roma non ha riconosciuto alcun diritto di autodeterminazione alla popolazione vicentina negandole finanche una semplice consultazione (avvenuta comunque in modo autogestito, senza valore legale), e questo in base a un’inesistente natura di “difesa nazionale” attribuita a un insediamento interamente extraterritoriale; infine è stato uno stupro di democrazia.....

giovedì 7 luglio 2011

La Valle non S'usa. Il Punto mercoledì 6 luglio 2011

"Il Punto", rubrica a cura di Monia Benini
Il governo vuole il TAV e anche l'opposizione quando era maggioranza sosteneva la necessità di un'opera inutile, costosa e dannosa. Dopo la manifestazione nazionale del 3 luglio, ministri, rappresentanti del PD e dell'IDV si sono subito profusi in encomi alle forze dell'ordine attaccando i criminali, i violenti e i ribelli della Val si Susa che si oppongono alla devastazione della loro valle e delle finanze pubbliche. Sì, perchè contrariamente a quanto spacciano i media, il finanziamento europeo è del tutto marginale rispetto ai miliardi che gli Italiani dovranno pagare per una nuova linea di trasporto merci, quando già oggi la capacità delle infrastrutture esistenti è ampiamente sottoutilizzata......

martedì 5 luglio 2011

“Non è la terra ad appartenerci, siamo noi ad appartenere alla terra”

Anna Lami
Domenica 3 luglio, Chiomonte - Fin dalle prime ore del mattino, si capisce che non sarà una manifestazione come le altre. È un giorno di sole ed i manifestanti non si riescono a contare. “La Repubblica” inizialmente parla di 2 mila persone; tuttavia siamo talmente tanti che quando il corteo, dopo aver percorso diversi chilometri, si divide in due spezzoni, ancora si vedono flussi di gente allegra, palloncini e striscioni in lontananza. Come spesso accade la distanza che intercorre tra la realtà dei fatti e le cronache dei media è abissale. Siamo troppi, tanto che l’autostrada Torino-Bardonecchia verrà chiusa. Siamo davvero 70 mila. I partecipanti sono di ogni estrazione, sono donne e bambini e anziani, sono studenti e lavoratori arrivati da Roma, da Napoli, dalla Puglia e da chissà dove, per questa terra che evidentemente unisce l’Italia più di qualsiasi 150 esimo ufficiale. Il corteo procede festoso, gli striscioni sono tanti ma pochi sono quelli direttamente riconducibili ai partiti: l’indignazione è rivolta verso l’intera politica che in Val di Susa ha rinunciato alla rappresentanza del popolo in nome della tutela di interessi economici particolaristici. Un conto è leggere della bellezza di questa valle, un altro è vederla con i propri occhi: c’è stupore nelle parole dei molti presenti che, come noi, non si capacitano di come si possa pensare di violentare una specie di paradiso terrestre qual è questo posto.....

sabato 2 luglio 2011

La rivolta del cane di paglia

Alessio Mannino
A me pare che l’Italia assomigli al signor Guglielmino, il pensionato dell’hinterland torinese che ieri non ci ha più visto dalla rabbia e, uccisa la moglie con un colpo di pistola, ha bruciato la casa e si è sparato.
Anni di stillicidi fiscali, di adempimenti vessatori, di soldi che non bastano mai, di un continuo tormento di carte, bolli e controlli. L’inferno quotidiano che tutti conosciamo: l’assurdità della burocrazia, il formalismo assillante, la depredazione legale dei frutti della nostra fatica. Una perenne frustrazione sopportata stoicamente, ingigantita dal senso di solitudine che col suo velo nero imprigiona la vecchiaia nell’epoca del benessere di plastica.....

giovedì 30 giugno 2011

Freedom Flotilla, tra attesa e rinvii

Angela Lano
Corfù (Gr), giovedì 30 giugno.
E' una guerra di nervi quella scatenata da Israele, che alterna articoli-bufala, minacce, sabotaggi, addestramenti e simulazioni di attacchi, rivelazioni contro la Freedom Flotilla.
Quella della Freedom Flotilla 2 è ormai una situazione fluida, dinamica: notizie che danno la partenza per imminente e altre che parlano di rinvii. L'unico elemento certo è che oggi non si parte. E probabilmente neanche nei prossimi giorni. I motivi sono diversi, dai sabotaggi a due (o tre?) barche, alle ispezioni in corso a quella statunitense; alle enormi pressioni che il regime di Tel Aviv sta facendo sul governo greco, e così via.
Questa mattina, si è appreso che la nave irlandese, ormeggiata in un porto turco, non potrà far parte della Flotilla a causa dei seri danni subiti nella notte tra martedì e mercoledì, che necessitano di diversi giorni per la riparazione.....

lunedì 27 giugno 2011

No TAV Val Susa - diretta. Conquista, molto provvisoria.

Debora Billi
Come potete leggere su tutti i giornali, stamattina alle ore 6,30 circa è partito l'attacco delle forze dell'ordine al presidio NoTAV in Val Susa.
Al momento ci sono ancora ben mille persone, disperse per i boschi e sulla montagna. Sono stati usati i gas lacrimogeni a lunga gittata, guidati nei lanci dagli elicotteri. Molte persone, specialmente anziane (molti gli anziani presenti) si sono sentite male.
Un attacco criminale ad una barricata: montata sulla strada, era sorvegliata da dieci ragazze che vi si trovavano sedute sopra. La barricata è stata aggredita con una ruspa noncurante della presenza delle persone, rischiando di ferire gravemente qualcuno.
I giornali riportano che c'è stato un lancio di pietre all'indirizzo delle ruspe: la notizia è del tutto falsa, i valligiani hanno lanciato solo vernice e nessuno ha tirato neppure un sassolino. Viene da dire che tanto vale lancino pietre, visto che comunque lo scrivono lo stesso.
I giornali riportano anche che il piazzale è stato "riconquistato" dalla Polizia. Dalla valle mi garantiscono che si tratta di un successo sicuramente solo momentaneo. Nei prossimi giorni la mobilitazione sarà tale che probabilmente la storia non è proprio finita qui. La resistenza continua....

giovedì 23 giugno 2011

Clamoroso: Emma Marcegaglia e Roberto Castelli sono diventati “ NI – TAV ” !!!

Maurizio Gasparello
Da non credere a quello che si legge, a pag. 8, su "Il Sole 24 Ore" di oggi, 22 giugno 2011. 
Nell’articolo “Infrastrutture, una priorità”, l’Emma nazionale continua a spronare il governo ad avere come priorità il rigore nei conti pubblici. Quindi, iniziando finalmente anche lei a rendersi conto che i soldi a disposizione di Tremonti sono quelli che sono, aggiusta il tiro sulle priorità (ma quante priorità ha questa donna?) dello sviluppo e proclama: «“grandi opere”, certo, ma anche le piccole opere», raccogliendo così le preoccupazioni dell’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili), che da tempo chiede maggiore attenzione alle infrastrutture locali. Le fa da controcanto Paolo Buzzetti, che da Presidente dell’Ance e Federcostruzioni, dichiara: «è evidente che la legge obiettivo ha fallito (…) e dunque va modificata», e propone a Castelli di rivedere le priorità (che in Italia paiono essere piuttosto ondivaghe), dando spazio anche a opere di taglio medio e piccolo, aggiungendo «chi l’ha detto che i nodi urbani sono meno importanti della Torino-Lione»? Non male per gente che, fino a ieri, non vedeva l’ora di militarizzare la Valle di Susa per imporre i cantieri del TAV....

Il governo italiano diventa "umanitario"

Massimo Mazzucco
A furia di seminare fregnacce, si finisce per inciamparci dentro. Pare essere questo il destino del nostro Ministro Frattini, che ieri ha espresso la necessità di una sospensione delle incursioni armate in Libia – scrive l’ANSA - per consentire la creazione di corridoi umanitari in grado di aiutare la popolazione.
Ma come, Ministro Frattini, non eravamo andati in Libia proprio per motivi umanitari? Come siamo passati dalla necessità di bombardare “per motivi umanitari” a quella di sospendere i bombardamenti “per motivi umanitari”?
A quanto pare l’aggettivo “umanitario” è diventato un aggettivo universale, che si può usare in qualunque frangente, pur di dare una valenza positiva a quello che si sta facendo. Ne è la prova la frase, ancora più contorta, di Frattini, quando dice che è "fondamentale la cessazione umanitaria delle azioni armate".
Nemmeno nel “Guinness degli ossimori” una frase del genere troverebbe posto.
Che cos’è una “cessazione umanitaria delle azioni armate”, Ministro Frattini? Esiste forse anche una cessazione “disumana” dei bombardamenti? Si può smettere di bombardare i civili perchè ci fanno pena, ma anche magari per fargli un dispetto?
Il vero problema, naturalmente, non sta nelle buffe contorsioni a cui sono costretti i nostri politici ….

martedì 21 giugno 2011

Treno, addio: la decrescita forzata

Debora Billi
Per la prima volta, quest’anno, mi ritrovo alla decrescita forzata. Finora le attività “decrescitistiche” sono state una scelta personale, così come accade per tanti. Ma quando la decrescita diventa una costrizione, significa che si comincia ad impattare con quella ineluttabile fase discendente che in tanti abbiamo immaginato negli anni scorsi.
E’ giusto precisare che c’è una bella differenza tra “decrescita forzata” e “non avere i soldi”, prima che salti su la solita anima bella a reclamare che chi “non arriva a fine mese” è da un pezzo che decresce. La decrescita forzata significa dire addio non solo a cose indispensabili, ma anche prive di alternativa. Non significa dover lasciare l’auto, ad esempio, per i mezzi pubblici o la bici. Significa invece rinunciare senza altre soluzioni disponibili. Ci troveremo sempre più spesso a fare di queste scelte.....

lunedì 20 giugno 2011

Flop ad Alta Velocità. I numeri che nessun vuol sentirsi dire.

Luca Mercalli
Le grandi opere non le vuole più nessuno, salvo chi le costruisce e la politica bipartisan che le sponsorizza con pubblico denaro. Dell’inutilità del Ponte sullo Stretto non vale più la pena di parlare, e dell’affaruccio miliardario delle centrali nucleari ci siamo forse sbarazzati con il referendum. Prendiamo invece il caso Tav Val di Susa.
Per i promotori si tratterebbe di un progetto “strategico”, del quale l’Italia non può fare a meno, sembra che senza quel supertunnel ferroviario di oltre 50 km di lunghezza sotto le Alpi, l’Italia sia destinata a un declino epocale, tagliata fuori dall’Europa.
Chiacchiere senza un solo numero a supporto, è da vent’anni che le ripetono e mai abbiamo visto supermercati vuoti perché mancava quel buco. I numeri invece li hanno ben chiari i cittadini della Valsusa che costituiscono un modello di democrazia partecipata operante da decenni, decine di migliaia di persone , lavoratori, pubblici amministratori, imprenditori, docenti, studenti e pensionati, in una parola il movimento “No Tav”, spesso dipinto come minoranza facinorosa, retrograda e nemica del progresso. Numeri che l’Osservatorio tecnico sul Tav presieduto dall’architetto Mario Virano si rifiuta tenacemente di discutere.....

venerdì 17 giugno 2011

Con l'alibi della democrazia

Marco Tarchi
Il mondo in cui viviamo, ci sentiamo ripetere un po' in tutte le sedi da un abbondante paio di decenni, ha oltrepassato l'epoca delle infatuazioni ideologiche e dei pregiudizi che a lungo ne erano derivati. Una volta lacerato il velo d'ignoranza che quei condizionamenti avevano tessuto, ci troveremmo dunque a dover fare i conti con le cose nude e crude e, congedate le astratte diatribe, saremmo obbligati a muoverci, finalmente, sul terreno della prassi. Le opinioni pubbliche, si dice con crescente frequenza, esigono risposte concrete a problemi reali. Gli eterei dibattiti sui modelli ideali di società, sui traguardi luminosi dell'umanità e sulle presunte incarnazioni del Paradiso in terra che hanno ubriacato le folle del ventesimo secolo sarebbero diventati relitti da museo, passatempi per sparute conventicole incapaci di prendere la misura dei tempi nuovi.
Così, non c'è dubbio, pretenderebbe che stessero le cose secondo la vulgata massmediale.....

mercoledì 15 giugno 2011

E.Coli: il batterio ingegnerizzato?

Mike Adams
Anche se la gara per dare la colpa ai vegetali è attualmente in corso in tutta l'UE, dove un ceppo di E. Coli super resistente sta facendo ammalare pazienti e riempendo gli ospedali in Germania, praticamente nessuno sta parlando di come l'E.coli è magicamente diventato resistente a otto diverse classi di farmaci antibiotici e poi, improvvisamente, è apparso nella catena alimentare.
Questa particolare variante dell'E.coli è un membro del ceppo
O104,resistenza, devono essere ripetutamente esposti agli antibiotici al fine di fornire la "pressione di mutazione" che li spinga verso l'immunità completa al farmaco.
Quindi, se siete curiosi di conoscere le origini di tale ceppo, potete in sostanza  analizzare in dettaglio il codice genetico dell'E.coli e  determinare con sufficiente precisione a quali antibiotici è stato esposto durante il suo sviluppo. Questo passo è stato fatto (vedi sotto), e quando si guarda la decodificazione genetica di questo ceppo O104 che ora minaccia i consumatori di prodotti alimentari in tutta l'UE, emerge un quadro affascinante di come è stato generato.....
e i ceppi O104 non sono quasi mai (normalmente) resistenti agli antibiotici. Per acquisire tale

Usa, reti internet segrete per incoraggiare rivolte

Federico Cenci
Sul fronte della politica interna Obama ha oggi le sue gatte da pelare. Si registrano, infatti, dure prese di posizione del Senato americano nei confronti dell’amministrazione democratica: aspre critiche giungono per aver agito in Libia senza prima consultare il Congresso, oltre alla richiesta di un ritiro delle truppe dall’Afghanistan a ritmi sostenuti ma già a partire dal mese prossimo.
Se ne ricava una sempre più diffusa insofferenza interna (che non è solo politica, ma anche civile) verso le missioni militari, un malessere pernicioso con il quale l’amministrazione Obama ha l’obbligo di confrontarsi. Far smettere i panni dello “sceriffo del pianeta” allo zio Sam, tuttavia, non sembra essere la ricetta che l’amministrazione democratica sta contemplando. Piuttosto, si preferisce attuarne una versione più edulcorata, adatta alle esigenze del momento: favorire l’esportazione di democrazia attraverso internet, facendo così riporre allo sceriffo la pistola nella fondina.....

lunedì 13 giugno 2011

Ha vinto il buonsenso

Alessio Mannino
Quorum raggiunto e plebiscito per i sì, a chi la vittoria? Non al centrosinistra, non a questo o quel partito (volendo, l’unico autorizzato ad attribuirsela è l’IdV di Di Pietro, che si è fatto il mazzo a raccogliere le firme), non ai sostenitori dell’ultima ora come il liberalizzatore Bersani, non agli avvoltoi che li riducono a un’altra, che pure c’è stata, battaglia in chiave anti-berlusconiana. Ha perso sicuramente il governo Berlusconi, che dell’ideologia del privato è stato il fautore più sfacciato e accanito. Ma ha perso anche il Pd. Il partito delle lenzuolate e del riformismo soft ora sostiene la capziosa distinzione fra privatizzazione selvaggia e liberalizzazione controllata del settore idrico. In sostanza non è contrario al ricorso ai privati nella gestione dell’acqua, ma intende realizzarlo a condizione diverse da quelle previste dal centrodestra, cioè senza una quota di capitale fisso e senza un dividendo obbligatorio ma tramite una gara che, sia pur mantenendo le reti in mano pubblica, può affidare in toto la loro conduzione a un investitore privato. A me, e non credo di essere il solo, pare invece che gli italiani abbiano detto un no chiaro e tondo al privato in sè e per sé. Perché questo era il messaggio, volutamente generico ma indubbiamente efficace, grazie al quale il sì ha trionfato. E lo conferma la bocciatura dell’atomo, che non deriva soltanto dal recente terrore suscitato da Fukushima ma anche e soprattutto da una storica repulsione dell’Italia profonda per il volto peggiore, disumano, della modernità tecnologica.....

Referendum: ha vinto il SI per dire NO

Fabio Polese
ASI) La notizia che si aspettava era solamente quella relativa all’affluenza del popolo alle urne. Il risultato è arrivato – dopo i numeri positivi proiettati nella giornata di ieri – il dato che ci viene fornito è che più del 57% degli italiani aventi diritto al voto si sono recati alle urne.  
Il quorum è stato raggiunto con la nettissima prevalenza dei “SI”. La gente  con la numerosa partecipazione al voto ha anche manifestato il proprio sdegno per il tentativo di privatizzazione dell’acqua e per la scelta del nucleare nel nostro paese.  E' stata la vittoria dell'istituto del referendum, ossia, di uno strumento di democrazia diretta e partecipativa.  Un messaggio politico chiaro e forte. La volontà di voltare pagina ed inaugurare una nuova stagione di riforme  è stata più forte della grande disaffezione al voto ed  ha ricoinvolto i cittadini nella scelte politiche fondamentali.....

venerdì 10 giugno 2011

Apre a Roma la “Fondazione Gabriele Sandri”.

Fabio Polese intervista Maurizio Martucci.
(ASI) In Piazza della Libertà, a Roma, è recentemente nata la “Fondazione Gabriele Sandri”. Un posto per ricordare Gabbo e per promuovere diverse attività culturali e sociali. Una tra tutte, la “Biblioteca del Calcio”, un vero e proprio centro di documentazione libraria italiano ed estero. Agenzia Stampa Italia ha incontrato Maurizio Martucci, giornalista e scrittore, autore di diversi testi tra i quali ricordiamo “11 Novembre 2007, l’uccisione di Gabriele Sandri una giornata buia della Repubblica”, “Cuori Tifosi” e “Football Story”.
Da quel maledetto 11 novembre del 2007, tantissime iniziative in tutta Italia e non solo, sono state promosse per ricordare Gabriele Sandri e per chiedere verità e giustizia. Ripercorriamo insieme il cammino che recentemente ha fatto si che nascesse la “Fondazione Gabriele Sandri”. Quali sono state le tappe fondamentali?
Dobbiamo scindere i piani, anche se poi ovviamente si sovrappongono per la logica dei vasi comunicanti. Prima il moto popolare e poi la Fondazione Sandri.  Il movimento d’opinione è stato perorato dal cosiddetto Popolo di Gabriele, milioni di cittadini uniti in un’imponente massa critica che si è stretta intorno alla richiesta di verità e giustizia per un delitto assurdo. Si è trattato di un moto senza precedenti, unico e trasversale, strettosi intorno alle tappe itineranti delle presentazioni del mio libro, capace di promuovere una petizione popolare per la posa di una targa a Badia Al Pino e infine avvalorato dalla sentenza d’appello di Firenze in cui, oltre a ribaltare lo scandaloso primo  verdetto di Arezzo, si è accertata la colpevolezza dello Spaccarotella nell’omicidio volontario, sostenuta dalla gente sin dal giorno della tragedia.....

L'importante è NON partecipare

Catherine
l carburante che alimenta i Signori del mondo è costituito dai consumatori, cioè siamo NOI.
Senza di noi loro non sono NULLA. 
Smettiamo di consumare senza consapevolezza, eliminiamo il superfluo, non compriamo oggetti usa e getta, meno vestiti, meno cibi e bevande confezionati e elaborati, utilizziamo il meno possibile la macchina quindi la benzina, non compriamo giornali e riviste, non guardiamo la televisione, non usufruiamo dei "servizi" bancari. 
Anche a costo di essere impopolare aggiungerei: NON votiamo! 
Ai più sembrerà utopico perché siamo talmente impregnati dai dettami di questa società, da questo unico modello di pseudo democrazia che ci dicono essere il migliore in assoluto, che non ci accorgiamo che questo sistema sta facendo acqua da tutte le parti. 
Votare non serve strettamente a nulla nell'attuale contesto mondiale. Le decisioni prese dai nostri governi, a loro volta costretti ad ubbidire ai loro padroni saranno prese indipendentemente dal nostro volere.
Eppure ci sembra inconcepibile non votare perché siamo ancora convinti che abbia un senso. Invece NON votare sarebbe determinante, a patto che tutti lo facessero...

mercoledì 8 giugno 2011

Un pò di verità sui referendum

Monia Benini
Per molto (troppo) tempo ci siamo affidati alla propaganda ufficiale rispetto ai referendum, convinti come siamo della loro bontà: sull'acqua pubblica, sul rifiuto del nucleare e sull'abuso del legittimo impedimento, non ci sono dubbi.
Tuttavia, grazie alle numerossime email ricevute e alle domande di alcuni amici, si è reso necessario un approfondimento su ognuno dei quesiti referendari, il quale - nemmeno a dirlo - ci ha permesso di smascherare ancora una volta il gioco sporco dei partiti.
Si tratta di quelle cose che non sentirete certo in tv, né le leggerete sui giornali e tantomeno vi saranno dette dalle oligarchie dei partiti che stanno usando i referendum strumentalmente, anziché per fini di interesse comune.
Nei video tratti da Il Punto troverete risposte ad alcune domande fondamentali: ad esempio, lo sapete che il quesito sul nucleare che andremo a votare non è più lo stesso sul quale sono state raccolte le firme degli Italiani? Lo sapete che comunque vada il referendum sull'acqua non potremo dire di averla ri-pubblicizzata? Lo sapete che il legittimo impedimento per Presidente del Consiglio e Ministri scade a ottobre?.......

martedì 7 giugno 2011

Batterio killer. Miracolo: c'è il vaccino!

Debora Billi
E' davvero un grande miracolo. Un miracolo italiano. E la cosa più miracolosa, è che l'annuncio dell'imminente vaccino contro la malefica Escherichia Coli sia arrivato circa un anno PRIMA dell'epidemia che è scoppiata in Europa. Le vie della Provvidenza sono davvero infinite.
Come infinita è la gratitudine che dobbiamo nutrire verso la Novartis, che dopo averci salvato tutti dall'epidemia di suina con un tempestivo vaccino, ecco che in quel di Siena nel 4 maggio scorso annuncia di aver identificato antigeni di E.Coli mai scoperti prima (prima della seguente epidemia) e quindi di essere sulla buona strada per produrre il fatidico vaccino.

Ma le mirabilie non finiscono qui. Anche una compagnia canadese ha appena comunicato di aver pronto il vaccino, proprio lì nel cassetto.....

Facciamo i conti con la post-crescita

Eduardo Zarelli - Michele de Feudis
D - Acqua e nucleare ritornano al centro del dibattito politico con il referendum del 21 e 22 giugno. Come mai, a differenza di altri paesi europei – la Germania in primis – i temi dell'ecologia non sono mai ai primi posti dell'agenda politica? Dipende solo dalla debolezza della rappresentanza dei Verdi nel paese? Colpa dalla scarsa attenzione dei politici in generale per il tema?

La mancata attenzione per i temi ecologici nel nostro Paese ha molteplici ragioni storiche e politiche, tra cui la fragilità dell'identità dei Verdi, che non sono mai riusciti a intercettare un consenso trasversale, vincolati elettoralmente a una scelta pregiudizialmente progressista che oggi sembra essere messa in discussione dal successo delle ben più credibili compagini europee che coerentemente si muovono oltre la discriminante destra/sinistra. Culturalmente parlando, direi che paradossalmente è l'eccesso di superficialità ambientalista e naturalista strumentalmente adoperata dai più, che ha reso debole la proposta ecologista. Quest'ultima, se fondata su solidi riferimenti metapolitici, è un vero paradigma critico e propositivo capace di interpretare l'attuale passaggio epocale in forme partecipate, capaci di sottrarsi alla disaffezione e alla crisi di legittimità delle democrazie procedurali.....

lunedì 6 giugno 2011

Un sogno in California

Maurizio Pallante/Andrea Bertaglio
Gli Stati Uniti d’America, si sa, sono un Paese molto contraddittorio, nel quale realtà anche opposte fra loro riescono bene o male a convivere. Dopo un breve viaggio nello stato più popoloso degli USA, la California, è possibile tracciare molto superficialmente una lista di pro e contro in cui ci si può imbattere in una città come, ad esempio, San Francisco: isola “felice” di pacifismo, ambientalismo e difesa dei diritti umani (“minoranze” gay in primis) decisamente inusuale nel contesto statunitense.
Appena si lascia l’aeroporto e ci si mette in auto si nota subito l’enorme traffico che intasa strade ed autostrade, e che non ha nulla da invidiare a quello di Milano o Roma. Anzi, gli USA sono l’unica nazione al mondo ad avere un numero di automobili pro capite superiore a quello italiano, e si vede. Tuttavia, le amministrazioni californiane stanno cercando di ridurne l’impatto, in termini di emissioni di CO2.
Sempre a San Francisco, infatti, ci sono piste ciclabili in gran parte della città, sono previste corsie preferenziali per le auto ibride o semplicemente con più persone a bordo, e tutti i mezzi pubblici (comprese le famose cable cars) sono a emissioni zero, in quanto sono tutti tram, filobus o autobus che viaggiano a biocarburanti (su questi torneremo però più avanti). Tra i tram ce ne sono a sorpresa anche alcuni dell’ATM milanese: progettati nel 1928 dallo statunitense Peter Witt ed acquistati alcuni anni fa, dopo la loro dismissione nel comune lombardo, dalla San Francisco Market Street Railway.....

I bambini afgani uccisi sono ben più importanti dei nuovi sindaci in italia

Massimo Fini
Mentre in Italia si tripudia per la vittoria di Pisapia e De Magistris (come se avessero un vero significato, da noi il problema non è di uomini, ma di un sistema che è corrotto fino al midollo, in tutte le sue fibre più intime, di un Paese e di un popolo che ha perso ogni etica, ogni valore condiviso che non sia il Dio Quattrino), in Afghanistan un raid aereo della Nato, di cui facciamo parte condividendone le responsabilità, ha ucciso dodici bambini e due donne. la dinamica di questi episodi, che si ripetono quasi quotidianamente, è sempre la stessa. I guerriglieri talebani attaccano una Base Nato. Poichè i soldati occidentali non sono più abituati ad combattimento ad armi pari, chiamano in soccorso l’aviazione. I Talebani a questo punto si dileguano e vanno a rifugiarsi nel villaggio più vicino. I caccia bombardano a casaccio le prime case del villaggio e uccidono regolarmente donne, vecchi e bambini perchè tutti gli uomini validi sono a combattere in montagna. In quanto ai guerriglieri protagonisti dell’attacco non ne beccano mai uno, hanno utilizzato il villaggio solo per far perdere le loro tracce, ma sono ormai lontani.
Quanto dovrà durare ancora questa carneficina insensata e ignobile?.....

venerdì 3 giugno 2011

Non anneghiamo in un bicchier d'acqua

Monia Benini
Stanno circolando in rete vari video che inducono a votare no al referendum e questa è una manovra prevedibile da parte di quanti puntavano (e puntano) sull'astensionismo, dato il pronunciamento della Cassazione a favore del quesito sul nucleare (ovvero su quello che a mio avviso è quello in grado di muovere l'elettorato verso le urne, consentendo il raggiungimento del quorum anche per gli altri quesiti).
Ci sono alcuni appelli che sono volutamente ingannevoli (NO al nucleare, NO all'acqua privata, ecc...), ci sono video che inseriscono elementi non corrispondenti al vero in argomentazioni non del tutto senza senso, ci sono poi discussioni e argomentazioni che stimolano la curiosità e spingono ad approfondire i temi.
Proprio così è partita la ricerca di approfondimento sul primo quesito, relativo all'acqua pubblica.
Veniamo al dunque: il cosiddetto decreto Ronchi e le sue successive modificazioni, ovvero la normativa che il primo quesito referendario ci propone di abrogare, è stato imposto con la motivazione ufficiale che bisognava farlo perché ce lo impone l'Europa. E' vero che il trattato di Lisbona e i poteri e le autorità europee (nominate da gruppi politici elitari) sono una vera sciagura per la sovranità popolare dei paesi membri, per le economie e le specificità locali, per l'interesse dei cittadini europei, ma è anche vero che più di una volta il paravento europeo è stato utilizzato in maniera ingannevole per giustificare provvedimenti che non sarebbero stati compresi o graditi agli Italiani.....

giovedì 2 giugno 2011

Festa della Repubblica, quanto c'è da festeggiare?

Fabio Polese
E’ appena trascorsa, tra molte polemiche, la festa dei 150 anni dell’unità d’Italia e, molto velocemente, siamo arrivati già all’ennesimo 2 giugno, il giorno in cui viene festeggiata la Repubblica. Nel giugno del 1948 per la prima volta in via dei Fori Imperiali a Roma veniva ospitata la parata militare in onore della Repubblica. L’anno seguente, con l’ingresso dell’Italia nella Nato, si svolsero dieci parate in contemporanea in tutto il Paese. Nel 1950 la parata fu inserita per la prima volta nel protocollo delle celebrazioni ufficiali. Le commemorazioni di quest’anno sono iniziate il 31 maggio e finiranno domenica 5 giugno. La giornata di oggi, come tutte le celebrazioni,  scivolerà via tra parate e “passeggiate” più o meno istituzionali dei politici e politicanti di turno e dei loro vassalli. “Più di ottanta delegazioni straniere alle celebrazioni della Festa della Repubblica nel 150° dell’Unità d’Italia”, titola il sito istituzionale del Quirinale che continua: “I principali partners europei e mondiali invieranno rappresentanti al più alto livello: la Federazione Russacon il Presidente Medvedev, gli Stati Uniti con il Vice Presidente Biden, la Repubblica PopolareCinese con il Vice Presidente Xi JinPing, la Turchiacon il Presidente Gul;.....